L’Aquila, un anno e mezzo per la nuova centrale operativa del 118

di Alessio Ludovici | 29 Settembre 2023 @ 05:00 | SANITA'
cantiere 118
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L’AQUILA – “Aspettiamo quest’opera da anni”. Sono passati pochi minuti dalla cerimonia di posa delle prime pietre della nuova centrale operativa del 118 presso l’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Gino Bianchi, dirigente del servizio operativo del 118, e medici e operatori del servizio sono nell’area del cantiere dietro l’obitorio a contemplare la zona, forse ad immaginarsi come sarà il loro futuro perché sono loro che usufruiranno della nuova struttura per far fronte alle emergenze su L’Aquila e Teramo.

Per il momento si continua a lavorare nell’area sotterranea dell’ospedale dove oggi sono posizionati. Ci sarà ancora da attendere, un anno e mezzo almeno per la conclusione dei lavori del primo lotto della nuova centrale. 

“Avere una centrale operativa esterna all’area ospedaliera”, prosegue Bianchi, “risponde alle normative nazionali che non a caso le prevedono così, perché in caso succeda qualcosa l’area dell’emergenza deve essere completamente indipendente e continuare a funzionare”. Gli aquilani ne sanno qualcosa. 

Nella nuova area, molto vicina al Pronto Soccorso e al padiglione chirugico, sono previsti due lotti di lavori. Il primo, appaltato a una Rti e del valore di circa 4milioni, prevede la realizzazione di una centrale operativa su due piani, con un hangar per le ambulanze, un’area parcheggio e la sistemazione dell’eliporto. Un altro eliporto arriverà con li secondo lotto che sta cominciando ora il percorso progettuale ma è già inserito nella programmazione finanziaria regionale.

“Una risposta”, ha spiegato poco prima in conferenza stampa il manager Asl, Ferdinando Romano, “ai cittadini e al personale che sarà più gratificato”.

In sala, nascosti tra la piccola folla di giornalisti, medici e politici, ci sono anche il Rup del progetto Paolo Gioia, e Mauro Tursini, direttore dei Lavori pubblici della Asl. Per la qualità del lavoro tecnico fatto sono arrivati gli encomi anche da Davide Baruffi, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta dell’Emilia Romagna: circa la metà dei fondi, infatti, arrivò all’indomani del sisma del 2009.

In sala anche tanta politica. C’è il senatore Guido Liris: “Si tratta di un’infrastruttura strategica per tutte le aree interne dell’Abruzzo” ha affermato. E ancora ci sono Imprudente e Verrecchia, i consiglieri comunali Faccia e Scimia, i sindaci di Navelli e Montereale, Paolo Federico e Massimiliano Giorgi.

E ci sono medici e governance della Asl. Il professor Franco Marinangeli ad esempio, il direttore dell’Asr Paolo Cosenza, il direttore sanitario Alfonso Mascitelli e quello amministrativo Stefano Di Rocco.

Quasi 15 anni per impegnarli quei fondi. “E’ il compimento una battaglia” spiega Pierluigi Biondi ripercorrendo la vicenda. “La realizzazione era contenuta nel terzo stralcio dell’accordo quadro sull’edilizia sanitaria (ex art. 20 L. 67/88), bloccato perché l’amministrazione regionale di centrosinistra decise, all’epoca, di realizzare tutti gli ospedali in project financing, ma senza copertura finanziaria, e per questo continuamente rimbalzata dal ministero”.

Un’altra parte del contributo arriva dalla Banca d’Italia che, ha ricordato ieri Gian Luca Trequadrini,  dopo sisma ha investito ben 80 milioni di euro nel cratere: 1milione e 984 mila euro sono stati destinati proprio a questo progetto. “Un primo passo” – ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Nicolettà Verì, “per un vero e proprio dipartimento di emergenza”.

Visibilmente soddisfatto, il Presidente Marco Marsilio ha ricordato gli impegni della giunta nella riorganizzazione della sanità regionale. “Oggi – ha affermato – finalmente mettiamo la prima pietra, compiendo un lavoro atteso da anni per un’opera fondamentale che unita alla centrale unica di Pescara finalmente ridisegna il quadro della gestione dell’emergenza nel nostro territorio con l’obiettivo di organizzare e gestire in maniera efficiente, le attività di emergenza – urgenza sanitaria”.


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