L’Aquila, Uil Pa Pp: “Dirigenze e istituzioni facciano il loro”

di Redazione | 03 Maggio 2022 @ 11:40 | ATTUALITA'
Nardella
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L’AQUILA  – I tre nuovi rappresentanti della UIL PA PP Polizia Penitenziaria Territoriale Mauro Nardella Segretario Regionale e i due Segretari Provinciali Cristiano Laurenti e Moreno Pignatelli affermano che “chi pensa che la Uil PA PP si stanchi troppo facilmente di affrontare le annose questioni afferenti il diritto dei poliziotti penitenziari si sbaglia di grosso e lo sa!!! Quella delle caserme agenti è una di queste. Tutti gli addetti ai lavori e non solo (diverse le note inviate e gli articoli di stampa pubblicati ) hanno potuto constatare l’impegno profuso dalla UIL e volto a sollecitare la soluzione dell’annosa questione delle caserme agenti degli istituti di pena di L’Aquila ed Avezzano agli Uffici competenti. Prima di avanzare l’ennesima e giusta pretesa sarà il caso, affermano Nardella, Laurenti e Pignatelli, di fare un excursus storico. Qualche tempo fa sulla questione della caserma agenti del carcere di L’Aquila temevamo uno “sgambetto” da parte dell’Amministrazione penitenziaria che puntualmente arrivava; avevamo appreso infatti, della politica di “sfratto” che la Direzione del carcere dell’Aquila aveva adottato nei confronti del “suo” personale di Polizia Penitenziaria; ratificata di fatto, con accorgimenti che ancora oggi la UIL definisce smacchi per i baschi blu interessati. La nota che noi della UIL rimandammo al mittente, accompagnandola con la pronta attivazione dello stato di agitazione di tutto il personale, voltava le spalle a chi con spirito di sacrificio ed innata abnegazione aveva sino ad allora supportato (e tuttora lo fa) l’Istituto penitenziario, apportando il proprio contributo.” affermano i sindacalisti. “Con quella nota cercammo di far capire a coloro che si sono dimostrati sordi al nostro appello, che quel personale proveniente dagli angoli più remoti del Paese, assicurava (e tutt’ora continua a farlo) l’ordine e la sicurezza in un carcere tra i più pericolosi d’Italia; al cui interno, lo ricordiamo, sono ristretti circa 170 detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis O.P. Quel personale, al quale con ingratitudine sono state voltate le spalle, negando di fatto un diritto che noi cercheremo comunque sempre di garantire. Cosa ancor più grave è che l’azione partì dall’Amministrazione dalla quale ci si sarebbe aspettato maggiore considerazione piuttosto che l’attivazione della convenzione C.A.S.E. col Comune dell’Aquila. Per quel che concerne il carcere marsicano, invece, in data 12.11. 2020 fu inviata una nota al Direttore della Casa circondariale di Avezzano , al Sindaco pro tempore di Avezzano e, per conoscenza, al Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria Lazio, Abruzzo e Molise con la quale la Uil chiese a gran voce di ovviare alla mancanza di una caserma riservata alla Polizia Penitenziaria. In quell’occasione chiedemmo un fattivo impegno da parte di tutti gli attori chiamati in causa affinché venisse concesso alla struttura penitenziaria la possibilità di poter nuovamente disporre di una caserma agenti interna al penitenziario (la caserma, lo ricordiamo, fu inspiegabilmente soppressa a seguito dei lavori di ristrutturazione effettuati nel 2007) anche a mezzo della riattivazione di alcuni vani ad oggi riservati per altri scopi e, a quanto ci era dato sapere, mai utilizzati (ad esempio l’alloggio del Comandante di reparto e del Direttore).” continuano. “A tal fine chiedemmo, ma invano, visto che nessuna risposta ci è mai pervenuta, un intervento anche del Sindaco affinché offrisse un’utile collaborazione in maniera tale che, in sinergia con la Direzione della Casa Circondariale, si ponessero le giuste basi amministrative. La richiesta era stata avanzata non solo per garantire comfort al personale ivi operante ma anche e soprattutto per permettere allo stesso di pernottare in Istituto. Il tutto lo si chiedeva poiché eravamo e siamo del parere che una soluzione del genere potesse risultare vantaggiosa, in un’ottica di impiego efficace ed efficiente del personale, nel caso si fossero verificate emergenze da affrontare (a mero titolo esemplificativo: terremoto, rivolte, incendi, etc) soprattutto (tralasciando la cronica carenza di personale) nelle ore notturne nelle quali la presenza del personale di Polizia Penitenziaria è ben al di sotto dei livelli minimi di sicurezza.Dispiacque e non poco aver notato la totale assenza di interesse politico alla causa. Eppure di gridi di allarme da parte della Uil ne sono stati lanciati diversi. Tutti caduti nel vuoto. Questo ha lasciato costernati chi sperava in un intervento risolutivo della politica sia a livello locale che regionale e nazionale.” concludono i sindacalisti Uil Pa Pp. 


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