200706072503-00003 di Maria Cattini – L’Autostrada dei Parchi non ha accettato di conciliare sull’utilizzo del suolo demaniale su cui insiste il Traforo del Gran Sasso e una parte di tragitto autostradale. Se l’Autostrada non paga l’utilizzo agli enti proprietari, la zona deve essere riportata allo stato originale, quindi dovrebbe essere demolito il traforo del Gran Sasso. Ma l’Autostrada, con la posizione assunta oggi in udienza, sembra essere decisa a non pagare. Oggi, infatti, innanzi al Commissario regionale per la liquidazione degli usi civici, Camillo Romandini, tra la sorpresa generale dei presenti, l’avvocato di Autostrade dei Parchi ha chiesto: “che si dia immediata esecuzione da parte della Regione Abruzzo alla reintegra come disposto in sentenza“. La sentenza a cui ci si riferisce è quella storica del 19 gennaio 2015. Oggi si sarebbe dovuta trovare una soluzione  per il tentativo di conciliazione tra il Comune dell’Aquila, l’Amministrazione separata usi civici di Assergi, la Gran Sasso Acqua, la Regione Abruzzo e l’Autostrada dei Parchi. In pratica la Regione dovrebbe ora intimare la reintegra dello stato originario dei terreni con la demolizione di una parte del tragitto autostradale, compreso il Traforo del Gran Sasso, da effettuarsi in 20 giorni. Superata la data, la Regione dovrebbe provvedere a proprie spese alla demolizione.
Il Commissario regionale per la liquidazione degli usi civici, Camillo Romandini, nella sentenza di gennaio aveva accertato la natura civica dei suoli occupati dall’Autostrada dei Parchi, compresi quelli sottostanti la Galleria del Gran Sasso, ritenendo che il sottosuolo appartenga al proprietario dell’area sovrastante secondo il principio civilistico derivato dall’art. 840 c.c..
Una volta accertata la qualità demaniale civica del suolo, il Commissario nel disporne la reintegra, allo stato originario in favore dell’Ente proprietario, ai sensi dell’art. 29 della L. 1766/27, aveva invitato le parti a conciliare le loro posizioni all’udienza di oggi 27 aprile.
Si attende ora la decisione finale del Commissario e gli sviluppi futuri di una vicenda che potrebbe nascondere molte sorprese.

 

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