Con il terremoto de L’Aquila e il processo alla Commissione Grandi Rischi, per la prima volta in Italia si è parlato in modo concreto di prevenzione e comunicazione di emergenza nella Pubblica Amministrazione, un tema che fino a quel momento non era entrato affatto nell’agenda degli amministratori.

A distanza di sette anni dal sisma la presentazione a L’Aquila del volume “Organizzare e Comunicare l’emergenza nella Pubblica Amministrazione” scritto da Stefano Cianciotta, docente di Comunicazione di Crisi all’Università di Teramo, è stata l’occasione per fare il punto sulle strategie di management e comunicazione, che la Pa deve adottare in occasione di una emergenza.

L’evento, organizzato dall’Agenzia di Comunicazione ELLE e dall’Associazione L’Aquila che rinasce, si è svolto ieri nella Sala conferenze di Palazzo Fibbioni.

Dopo l’introduzione di Laura Tinari, dell’Agenzia ELLE, hanno discusso con l’autore del libro Fausto Cardella, Capo della Procura de L’Aquila, Massimo Cialente, Sindaco dell’Aquila, Christian Corsi, dell’Università di Teramo, Angelo De Nicola, giornalista e Caposervizi della redazione aquilana de Il Messaggero, Alberto Naticchioni, Amministratore della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica di Perugia.

La giornata di studi è stata condotta da Salvatore Santangelo, giornalista e saggista.

Il dibattito è stato preceduto dall’intervento istituzionale del Prefetto de L’Aquila, Francesco Alecci, che ha evidenziato la necessità di costruire su queste tematiche una comunicazione continua e strategica con i cittadini, per renderli consapevoli del rischio.

Il Capo della Procura Cardella ha sottolineato la necessità che la magistratura cominci a dotarsi di strutture di comunicazione, per illustrare le proprie decisioni ai media e quindi comunicarle alla pubblica opinione, per evitare che sui dibattimenti si possano creare equivoci e interpretazioni anomale, come nel caso della Grandi Rischi.

Sia Naticchioni che Corsi hanno posto l’accento sul tema della formazione strategica per costruire competenze appropriate che operino nella Pubblica Amministrazione e nelle aziende private, per elaborare strategie di organizzazione e comunicazione d’emergenza.

De Nicola, invece, ha evidenziato le carenze sotto il profilo della comunicazione, che hanno attraversato il periodo precedente il sisma del 2009, ed anche la fase successiva, caratterizzata da una pluralità di fonti di informazione, che hanno finito per confondere la pubblica opinione e gli stessi Aquilani su quanto stava accadendo.

Il sindaco Cialente ha ricordato questi sette anni drammatici attraverso la contrapposizione di narrazioni differenti, operate non solo dalla politica ma anche dai rappresentanti dei media, che non aiutavano gli Italiani e gli stessi Aquilani alla valutazione corretta dei fenomeni che stavano accadendo.

“Concetti come resilienza, reputazione, prevenzione del rischio, ha detto Cianciotta, sono strategici anche per le amministrazioni italiane, eppure stentano a diventare in Italia patrimonio delle comunità civiche, come accade al contrario negli Stati Uniti e in Giappone, Paesi all’avanguardia nell’elaborazione di strategie di comunicazione del rischio. Se poi si pensa che, come afferma Legambiente in un recente Rapporto, solo tre Comuni su cento informano in Italia i cittadini su come prevenire e arginare i rischi, il quadro diventa ancora più preoccupante, perché è una ulteriore evidenza di quanta strada ci sia ancora da fare nel nostro Paese sul tema della informazione e della cultura del rischio, tema sul quale è in ritardo anche il mondo delle aziende private”

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