L’Aquila, tasse: politica on line e “post” terremoto

di Redazione | 11 Novembre 2011 @ 00:00 | EDITORIALI
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Sono due giorni che la maggioranza ed i suoi esponenti stanno facendo già campagna elettorale sulle tasse per L’Aquila e cratere sismico.

Da subito, il provvedimento a firma Gianni Letta, inserito da ultimo nel maxi emendamento, è stato salutato demagogicamente come un successo senza precedenti del presidente e commissario Gianni Chiodi, visto quasi come una prova di forza vinta “in solitaria” nei confronti del governo, dopo la minaccia di dimissioni da commissario per la ricostruzione. «Stanco ma soddisfatto», si è detto il presidente. Tralasciando, di entrare nel merito del provvedimento, varato comunque in commissione, grazie alla maggioranza, il voto definitivo al Senato ci sarà oggi e domani toccherà alla Camera.

Ma il clima da botta e risposta, continua incessante, e si è consumato anche ieri sera on line, tra Chiodi ed il senatore Luigi Lusi (Pd), vice presidente della commissione Bilancio del Senato.
Il “la” è arrivato dall’ennesima dichiarazione che il presidente Chiodi ha scritto sulla propria pagina facebook: «Ma è vero – ha scritto il governatore – che in commissione al Senato, sul maxi emendamento che contiene la riduzione del 60 per cento delle tasse degli aquilani, l’Idv ha votato contro, il Pd si è astenuto e l’Udc e il Fli sono addirittura usciti ?????». Cui è seguita una scia di commenti che giudicavano questa “presunta” notizia.
Puntuale è arrivata la smentita, secca e nel merito, da parte di Lusi, e sempre su facebook , ma sulla propria pagina. «No, non e’ vero. E’ vero invece che il Pd, in commissione Bilancio al Senato dove io sono il vice presidente per l’opposizione, ha riproposto, come da 2 anni a questa parte, un emendamento che prevede l’avvio della restituzione delle imposte e tasse non versate con decorrenza dall’1/1/2014 e che il PdL e la Lega lo hanno bocciato come fanno da 2 anni a questa parte (io e Legnini lo abbiamo presentato almeno 6 volte: sempre bocciato dalla maggioranza di destra, senatori abruzzesi compresi)».
«E’ altresì vero – prosegue Lusi – che sull’emendamento del relatore che abbatte le tasse del 60% e fa decorrere la restituzione dall’1/1/2012, avendo la maggioranza bocciato il nostro, il Pd ha votato a favore. Basta vedere gli atti parlamentari su internet e verificare chi dice verità e chi usa facebook per far circolare castronerie. Per chi non lo sapesse, infine, il governo e il relatore, hanno presentato ben 7 emendamenti al termine dei lavori, molti di questi dal contenuto maxi. E il contenuto che riguardava la restituzione delle imposte per i terremotati del cratere – conclude il vice presidente della commissione Bilancio – non era nel famoso maxi del quale si parla, bensì in uno a parte a carattere monotematico. Leggere, ragazzi, leggere: non abboccare».
Prendiamo atto di questo nuovo modo di fare politica, comunicando attraverso dichiarazioni “via facebook”, di cui questo “botta e risposta” è solo l’ultimo esempio.
Quanto al provvedimento governativo pro terremoto, considerato il momento di crisi nazionale ed internazionale, va visto comunque come un fatto positivo, anche se lasciano perplessi tempistica e modalità. Rimane la diversità del trattamento rispetto ad Umbria-Marche e gli altri precedenti recenti, non foss’altro che sul tempo trascorso per la restituzione del dovuto (iniziata dopo 10 anni).
La popolazione colpita il 6 aprile 2009 che faticosamente sta cercando di sopravvivere ad una ricostruzione che stenta a partire, è senza certezze: quasi certamente slitterà la discussione della legge sulla ricostruzione (calendarizzata per il prossimo 14 novembre), della zona franca non si hanno notizie e una crisi politica nazionale come quella che stiamo vivendo non può che rendere macroscopici i problemi da affrontare.
Quanto al provvedimento tasse, ancora una volta, si è persa l’occasione di farlo passare, non come la battaglia di un singolo, o di una parte politica, ma come un risultato di tutti, di una comunità colpita, frutto della sinergia e della convergenza di tutte le parti e le forze chiamate in causa, compresi i cittadini. Tutto questo non è avvenuto. E la politica ha perso anche questo treno.

Come diceva Machiavelli «Nelle azioni di tutti li uomini, e massime de’ principi, dove non è iudizio da reclamare, si guarda al fine».

di Maria Cattini
[tratto dagli Editoriali Del Direttore – IlCapoluogo.it]


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