AMBIENTE | |

L’Aquila. Stop pellicce, ‘Fur free Europe’: raccolta di firme della Lav

stop pellicce 3
L'Aquila. Stop pellicce, 'Fur free Europe': raccolta di firme della Lav

L’AQUILA – L’associazione animalista Lav, la Lega antivivisezione ha indetto, per oggi e domani domenica 20 novembre, una mobilitazione nazionale con centinaia di volontari impegnati nei punti firma allestiti nelle principali piazze italiane per un sostegno alla Iniziativa dei Cittadini Europei “Fur Free Europe”. Sarà possibile dare il proprio sostegno anche nel territorio aquilano: è previsto un banchetto di attivisti nella giornata di domani dalle 10 alle 13 alla villa Comunale, all’interno dello Chalet in caso di pioggia, con materiale informativo e di supporto anche per la sensibilizzazione dei bambini.

“Dopo le iniziative che si sono svolte il 29 giugno a Bruxelles e il 6 ottobre a Strasburgo presso il Parlamento europeo, e l’iniziativa del 20 settembre a Milano in occasione della Fashion Week, Lav – anche in qualità di promotrice di Fur Free Europe – si legge in una nota dell’associazione – è nuovamente impegnata in un’azione di sensibilizzazione contro lo sfruttamento di milioni di animali per la loro pelliccia. Siamo finalmente riusciti a vietare in Italia gli allevamenti di pellicce, ora è il momento di estendere questo divieto in tutta l’Unione Europea e, per coerenza, vietare anche il commercio e l’import di prodotti di pellicceria” dichiara Simone Pavesi, responsabile Lav Area Moda Animal Free. Lo scorso gennaio Lav – prosegue la nota -, insieme ad Eurogroup for Animals e altre Ong europee, ha formalizzato alla Commissione Europea la richiesta di avvio di una Iniziativa dei Cittadini Europei denominata “Fur Free Europe” e finalizzata a: estendere, in tutta l’Unione Europea, il divieto di allevamento di animali destinati alla produzione di pellicce e già vigente in 14 Stati membri; introdurre, in tutta l’Unione Europea, il divieto di commercio (e quindi anche di import da paesi terzi) di prodotti di pellicceria”. 

Nel mese di marzo, con la Decisione di Esecuzione n.482, la Commissione europea “ha giudicato positivamente la conformità della istanza (coerente con i valori dell’Unione e rientrante tra le competenze della Commissione stessa al fine della presentazione di uno specifico atto giuridico per migliorare il funzionamento del mercato interno) – si legge ancora nella nota della Lav -, e ne ha autorizzato l’avvio della raccolta firme. Il 18 maggio 2022 Lav, insieme ai partner promotori, ha dato inizio alla raccolta firme Fur Free Europe che, ad oggi a soli 6 mesi dal lancio, registra l’adesione di oltre 570.000 cittadini europei che hanno sostenuto la petizione. Sono già 14 gli Stati membri, tra cui anche l’Italia, che hanno formalmente messo al bando gli allevamenti di animali per la produzione di pellicce. Ma con ancora oltre 18 milioni di animali, tra visoni, volpi, cani-procione e cincillà allevati e uccisi ogni anno negli ultimi Stati membri produttori (Polonia, Grecia, Finlandia tra i principali), si rende necessaria un’azione diretta della Commissione Europea per armonizzare in tutta l’Unione il divieto agli allevamenti di pellicce e, per coerenza, introdurre il divieto di commercio e import di prodotti di pellicceria come già vigente in California (2019) e Israele (2021), nel rispetto delle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio”.  

Lav informa che per sottoscrivere Fur Free Europe e dire “Basta pellicce in tutta l’Unione Europea” è possibile compilare il form online all’indirizzo: https://www.lav.it/pellicce.