L’Aquila: si incatena davanti al tribunale, “Ridatemi mia figlia”

di Mariangela Speranza | 03 Luglio 2020 @ 06:34 | CRONACA
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L’AQUILA – Si è incatenato davanti al tribunale dell’Aquila, l’avezzanese Mauro Leone, per chiedere alle istituzioni di valutare la vicenda dell’affidamento di sua figlia.

Una storia difficile, fatta di problemi di droga pregressi, carte bollate e proteste, che vede al centro una bambina contesa di appena quattro anni.

“Vogliamo giustizia per nostra figlia Sofia”, recita il cartello che l’uomo mostra ai passanti, mentre dichiara a L’Aquila Blog di essere intenzionato a rimanere “incatenato all’ingresso dell’edificio, almeno fino all’arrivo di un giudice onesto”.

Il tutto ha inizio nel 2019. Dopo un intervento dei servizi sociali del Comune di Avezzano, avvenuti a seguito della separazione burrascosa dei genitori, su decisione del Tribunale per i minori dell’Aquila, la piccola e suo fratello vengono affidati a una casa famiglia, con facoltà dei coniugi di poterla vedere solo per un’ora a settimana.

Esasperato dalla situazione, già nell’aprile scorso, Leone e sua moglie Yanina Sereda annunciano di aver avviato lo sciopero della fame. Ieri, inoltre, l’ennesima protesta: superati infatti tutti i problemi legati alla separazione, e valutati i relativi risultati, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila riconosce infatti l’idoneità genitoriale e dispone quindi il rientro a casa solo per il ragazzo, stabilendo invece, su intervento del Ctu Loredana Petrone, che la bambina venga data in affidamento. Il tutto, nonostante la proposta di appello contro la sentenza di primo grado, che disponeva appunto l’adottabilità della minore, e il conseguente procedimento di appello ancora in corso e senza contare che la causa, rinviata a causa dell’emergenza sanitaria al 9 giugno scorso, si è svolta in assenza delle parti e senza discussione orale.

Tra i principali motivi dell’affidamento a una potenziale famiglia adottiva, anche alcuni problemi di droga dei genitori. Problemi che, però, afferma lo stesso Leone, “sono risolti già da una ventina di anni”.

“Sono pulito dal 2001 – dice -. Le stesse analisi e i test effettuati lo confermano. Per questo, è ora che qualcuno rivaluti la questione dell’adozione e prenda in considerazione quanto accaduto negli ultimi mesi”.


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