L’Aquila, sciopero di protesta contro l’azienda di contact center di L’Aquila

La richiesta è un reale equilibrio tra le esigenze aziendali con quelle personali ed umane dei lavoratori stessi

di Redazione | 13 Ottobre 2021 @ 14:14 | ATTUALITA'
Cgil
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L’AQUILA  –  Le OO.SS. di Slc Fistel e Uilcom unitamente alla RSA Aziendale e i lavoratori, mercoledì 13 ottobre in protesta contro l’azienda di contact center insediatasi a L’Aquila circa un anno e mezzo fa. Una delle cause sembra essere  una mancata svolta nella gestione delle problematiche che rendono la vita lavorativa disagevole in un contesto di per sé già difficile, nonostante gli scioperi passati. “Gruppo Distribuzione dimostra di non voler portare avanti la gestione dell’operatività che includa le esigenze dei lavoratori, senza rispondere alle legittime richieste sulla concessione di ferie, permessi e la flessibilità lavorativa in una situazione così delicata per le famiglie, punti che vengono intesi ed applicati solo unilateralmente. Secondo i sindacati il Gruppo Distribuzione risulta essere l’unica Azienda di Call Center che ancora non adempie pienamente agli accordi sottoscritti in clausola sociale.

Ad oggi, le OO.SS. la RSA e quindi tutti lavoratori, rilevano un totale disinteresse dell’Azienda a qualsiasi rapporto sindacale costruttivo che veda il lavoro ed il lavoratore al centro delle priorità, in quanto un sano e sereno ambiente lavorativo dovrebbe interessare anche all’azienda. Molti punti sono stati portati all’attenzione della Società dalle Rsa OO.SS. di Slc – Fistel e Uilcom, ma , ad oggi, nessuno di essi si è concretizzato.” riporta un comunicato stampa dello scorso novembre. I sindacati aggiungono 

Nella sede aquilana lavorano decine di operatori ed operatrici che svolgono l’attività di assistenza telefonica ormai da anni. Persone che hanno sempre svolto, svolgono e sempre svolgeranno la loro attività con professionalità e massima autonomia: ce lo conferma il Committente Poste venuto in visita settimana scorsa e lo conferma il fatto che dal 02 marzo 2020 operiamo senza una guida ma solo attraverso manuali Poste Italiane. Che hanno già affrontato innumerevoli cambi di vertici e che sono passati attraverso più “clausole sociali” le quali garantisco il perimetro occupazionale e i livelli reddituali, ma purtroppo non tutelano il mantenimento di un’organizzazione lavorativa equilibrata: anni di anzianità lavorativa spazzati via da una visione aziendale accentrata e non proiettata sul lavoratore. Questa la denuncia, questa la protesta, questa la speranza che i 200 lavoratori sulla commessa Poste Italiane si auspicano: reale equilibrio tra le esigenze aziendali con quelle personali ed umane dei lavoratori stessi”.

 


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