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L’Aquila, sciopero dei rider. Piattaforme reagiscono alzando temporaneamente le paghe

rider aquilani
Adesione intorno all'80% allo sciopero dei rider organizzato ieri pomeriggio all'Aquila. I lavoratori si sono ritrovati in piazza d'Armi per coordinare la mobilitazione, durata qualche ora, e fare il punto sulle prossime iniziative, ribadendo che la protesta proseguirà anche nelle prossime settimane.

L’AQUILA – Adesione intorno all’80% allo sciopero dei rider organizzato ieri pomeriggio all’Aquila. I lavoratori si sono ritrovati in piazza d’Armi per coordinare la mobilitazione, un fermo durato qualche ora, e fare il punto sulle prossime iniziative, ribadendo che la protesta proseguirà anche nelle prossime settimane.

Al centro delle rivendicazioni c’è soprattutto il tema delle retribuzioni. “I problemi sono tanti, ma quello principale sono le paghe”, spiegano i rider. “Ci sono consegne da 30 chilometri tra andata e ritorno pagate qualche euro. Sono paghe da fame”.

Per dare forza alla protesta i partecipanti hanno deciso di disattivare contemporaneamente le principali applicazioni di consegna per qualche ora. Secondo i promotori, durante la protesta alcune piattaforme sono state costrette ad alzare temporaneamente i compensi per incentivare i rider rimasti operativi, mentre un’altra avrebbe applicato una maggiorazione giustificata dalle condizioni meteo, nonostante non piovesse. Un fatto che dimostra anche la possibilità per le piattaforme, Deliveroo e Glovo le due principali, di riconoscere compensi più alti quando le condizioni lo richiederebbero.

“Un passo alla volta, l’unione fa la forza”, è il messaggio lanciato dai lavoratori. “Gli altri problemi ci sono, ma per adesso passano in secondo piano. La nostra priorità p ottenere paghe dignitose”.

I rider assicurano che la mobilitazione non si fermerà. L’obiettivo è mantenere alta la pressione sulle piattaforme affinché si apra un confronto sulle retribuzioni, ritenute ormai non più adeguate ai costi e ai chilometri percorsi per effettuare le consegne.

La protesta aquilana si inserisce in un quadro nazionale delicato per il settore del food delivery. Negli ultimi mesi alcune delle principali piattaforme sono finite al centro di indagini della magistratura e di provvedimenti della giustizia legati alla gestione dei rider e alle condizioni di lavoro. Una situazione che ha riaccesso il dibattito sulle tutele e sul sistema di remunerazione dei ciclofattorini ma senza ancora arrivare a una soluzione concreta.