L’Aquila, Romano su politiche sociali: “Direttive improvvisate. A farne le spese dipendenti e cittadini”

Ancora problemi con i buoni spesa

di Redazione | 29 Dicembre 2020 @ 13:05 | POLITICA
romano
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L’AQUILA – “Nelle ultime ventiquattro ore l’assessore Bignotti ha dovuto fornire più di una spiegazione circa le confuse e maldestre direttive di stampo politico impartite al Settore Sociale del Comune dell’Aquila. Spiegazioni insufficienti quando non fallaci. Sembrava archiviata la figuraccia sui buoni spesa consegnati ma non attivati, dunque non spendibili, per problemi burocratici legati al terzo cambio di dirigenza in pochi mesi: a quanto risulta però dalla denuncia di alcuni cittadini che ancora stamattina hanno avuto difficoltà a poter materialmente fruire del buono spesa, così non è”. 

Così Paolo Romano, Capogruppo Italia Viva, che aggiunge: ” L’assessore ha anche liquidato con due battute la denuncia di Massimo Prosperococco sulla durata esigua del bando per i progetti di Vita indipendente con una vaga promessa di proroga dei termini e di pubblicità a mezzo social, come se Facebook fosse lo strumento istituzionale del Comune dell’Aquila. Se il Settore Politiche Sociali è in balia di direttive politiche improvvisate deve essere chiaro che a farne le spese sono sia i suoi dipendenti che i cittadini che lì si rivolgono, cioè i più fragili, le cui fila, come abbiamo potuto vedere solo qualche giorno fa presso la Casa del Volontariato, si fanno sempre più nutrite”. 

“A questo proposito è ora che Bignotti fornisca risposte sugli assegni di cura, misura che garantisce un riconoscimento a coloro che, a titolo gratuito, si prendono cura in modo continuativo di un congiunto non autosufficiente a causa di una grave disabilità: si tratta di famiglie che non vedono ancora completata l’erogazione di quanto dovuto per l’annualità 2019, se si esclude una anticipazione di cassa del solo 30% deliberata ad agosto 2020 e liquidata ad ottobre solo dopo una mia precisa interrogazione sull’argomento. In quella occasione il Comune rispose di essere in attesa del trasferimento dei fondi e della stesura di specifiche linee guida da parte della Regione. Ebbene entrambi, fondi e linee guida, sono disponibili dal mese di novembre ma nulla è stato ancora fatto dal Comune. Eppure si tratta di persone che prendendosi cura di un familiare non autosufficiente subiscono un sovraccarico di responsabilità e difficoltà economiche a causa delle maggiori spese da affrontare e, spesso, della rinuncia a un lavoro retribuito. Si tratta di persone che si sostituiscono al servizio pubblico insufficiente o mancante, facendo risparmiare soldi alla collettività per la cura di un disabile grave”.
 
“Non si può rispondere a questi cittadini che si vedono negare un diritto accampando la mancanza di assistenti sociali che processano le pratiche: si tratta per lo più di famiglie “storiche” già ampiamente controllate nei requisiti: si potrebbero pagare gli assegni di cura per queste e riservarsi più tempo per le situazioni nuove che nel frattempo si sono create. Sono situazioni che si risolverebbero con una adeguata dose di umana pietas insieme al buon senso e alla praticità che dovrebbero avere chi amministra; purtroppo – conclude –  si preferisce far finta che i problemi non siano urgenti fino a quando qualcuno non li denuncia pubblicamente”. 

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