L’Aquila, Provincia, al via il vertice in prefettura su strada del Fucino

di Redazione | 10 Gennaio 2023 @ 15:48 | ATTUALITA'
Fucino
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L’AQUILA  –  Si è svolto questa mattina presso la Prefettura dell’Aquila un vertice convocato dal Prefetto Cinzia Torraco, al quale hanno partecipato il Presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, il Presidente dell’Anas Edoardo Valente, il Commissario Zes Mauro Miccio, il Dirigente della viabilità provinciale Ing. Nicolino D’Amico, il Capo Compartimento ANAS Ing. Antonio Marasco e l’Avv. Giovanni Rosati (Zes).
 
Il tema affrontato dal tavolo ha riguardato l’annosa vicenda della strada del Fucino, la cosiddetta “Cintarella”, per la quale vi fu il decreto n.43 del 21 settembre 2010 dell’allora presidente della Provincia Antonio Del Corvo, che prevedeva il passaggio della stessa strada dal Consorzio di Bonifica Ovest Bacino Liri-Garigliano ai Comuni di Aielli, Avezzano, Celano, Cerchio, Luco dei Marsi e Trasacco. Tuttavia tale trasferimento rimase sostanzialmente bloccato per via del rifiuto dei Comuni a prendersi in carico dei rispettivi tratti stradali.
 
La novità di oggi è stata determinata dall’interessamento del sottosegretario all’agricoltura Luigi D’Eramo per un finanziamento ministeriale da impiegare per la manutenzione straordinaria e per la messa in sicurezza della Cintarella. La riunione ha definito a grandi linee le azioni da compiere per arrivare al predetto risultato, partendo dalla disponibilità della Provincia ad acquisire la strada come stabilito con Delibera del Consiglio Provinciale n.63 del 30 dicembre 2019, mentre ANAS dovrebbe svolgere le funzioni di soggetto attuatore delle opere che si prevederanno.
 
Soddisfazione l’esito della riunione è stata espressa dal Presidente Angelo Caruso e dai Consiglieri provinciali Alfonsi, Iacutone e D’Orazio, i quali hanno sottolineato la validità dell’iniziativa intrapresa nel 2019 e di come questa oggi sia stata finalmente riconosciuta come la soluzione ad un problema che non poteva gravare sui comuni cui si pretendeva un onere eccessivo.

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