L’AQUILA – Le consigliere comunali Stefania Pezzopane e Simona Giannangeli hanno presentato questa mattina un ordine del giorno contro le modifiche alla normativa sul consenso nei reati di violenza sessuale attualmente in discussione al Senato e hanno annunciato la mobilitazione pubblica prevista domenica 15 febbraio alle 11.30 ai Quattro Cantoni. Alla conferenza stampa di stamattina erano presenti anche Silvia Frezza, presidente del Centro antiviolenza dell’Aquila, Loretta Del Papa e Betty Leone dell’associazione Donne Terremutate.
“È inaccettabile il tradimento che la destra ha fatto in Senato, stravolgendo la legge sul consenso che finalmente, e con un ritardo gravissimo, era stata approvata all’unanimità alla Camera”, hanno dichiarato. “Vogliamo che gli emendamenti della senatrice Bongiorno vengano ritirati e si torni al testo approvato unanimemente”.
L’ordine del giorno chiede al sindaco e al Consiglio comunale: di sostenere il principio del consenso libero e attuale quale elemento centrale nella definizione dei reati di violenza sessuale, in coerenza con la Convenzione di Istanbul e con la giurisprudenza nazionale e sovranazionale; di sollecitare Parlamento e Governo affinché il testo di riforma non venga modificato in senso restrittivo rispetto a quello approvato all’unanimità dalla Camera dei deputati; di promuovere iniziative di prevenzione, informazione e formazione, in particolare nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, sul tema del consenso e del contrasto alla violenza di genere; di sostenere un monitoraggio più completo e trasparente del fenomeno dei femminicidi e della violenza sommersa, coinvolgendo anche ANCI.
Le consigliere hanno richiamato la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013, che stabilisce che gli atti di violenza sessuale debbano essere definiti sulla base dell’assenza di un consenso libero, dato volontariamente come libera manifestazione della volontà della persona. La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità una modifica dell’articolo 609-bis del Codice penale per introdurre esplicitamente il riferimento al consenso libero e attuale, mentre nel corso dell’esame al Senato sarebbero state avanzate proposte che ne eliminano il richiamo esplicito.
A sostegno della loro posizione sono stati citati i dati ISTAT 2025: 6 milioni e 400 mila donne tra i 16 e i 75 anni, pari al 31,9 per cento, hanno subito nel corso della vita almeno una forma di violenza fisica o sessuale; il 23,4 per cento ha subito violenza sessuale. Ha denunciato il 10,5 per cento delle donne, percentuale che scende al 3,8 per cento quando gli stupri sono perpetrati dal partner attuale. Nel 63,8 per cento dei casi gli autori sono partner o ex partner; il 19,4 per cento conoscenti, il 10,9 per cento amici, il 6,9 per cento estranei.
“Indebolire il riferimento al consenso esplicito rappresenta un arretramento culturale e giuridico rispetto agli standard internazionali”, hanno sottolineato.
La mobilitazione del 15 febbraio, anniversario della legge 15 febbraio 1996 n. 66 che trasformò la violenza sessuale da reato contro la morale a delitto contro la persona, si terrà sotto lo slogan “Senza consenso è stupro” e “Il consenso non si tocca”.








