pietrucciPierpaolo Pietrucci, Consigliere provinciale e ormai ex capo di Gabinetto del Sindaco, Massimo Cialente, interviene dalla sua pagina Facebook per affrontare problemi che guardano alla rinascita dell’Aquila e dell’Abruzzo passando attraverso l’Europa, con un occhio alle prossime elezioni regionali e alla  candidatura di Luciano D’Alfonso.

I temi e le problematiche emersi nel corso degli incontri che si sono tenuti durante la Festa Democratica impongono una seria riflessione e aprono prospettive importanti per quanto riguarda il futuro della città. A tal proposito ringrazio il Segretario comunale Pd Stefano Albano, per l’organizzazione dell’evento e per la qualità degli ncontri e dei dibattiti che si sono sviluppati. Futuro che deve essere disegnato ora, senza ulteriori attardamenti, affinché possa avere ancora un senso, per noi, la parola stessa.

La prima e più importante finestra aperta verso una prospettiva concreta di ricostruzione, rilancio e di rinascita per L’Aquila e l’Abruzzo è costituita, indubbiamente, dall’Europa. In tal senso, proprio in questi giorni di incontri e di confronti, ho avuto modo di riflettere ulteriormente su quanto sia strategico per la ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni del cratere, il ruolo che, a causa dei capovolgimenti personali e professionali degli ultimi tempi, sto approfondendo sempre più, delle Politiche Europee. Durante la riunione del Consiglio comunale che si svolse lo scorso anno a Bruxelles, l’europarlamentare David Sassoli sottolineò come la maggior parte dei fondi comunitari destinati agli enti locali, milioni e milioni di euro, restino inutilizzati per mancanza di progetti. Ecco, questa è la sfida. Rilanciare in tutti gli Enti Locali, il rapporto con l’Europa che può rappresentare una miniera nesauribile di opportunità, di risorse e di prospettive di sviluppo e di lavoro, sorattutto per i giovani, legando la realizzazione di una nuova progettualità alla ricostruzione, quella strutturale e quella sociale ed economica.

Il dialogo con l’Europa, se non inteso come mero pietire aiuti a fondo perduto, se invece rilanciato e sostenuto come termine di indirizzo e come laboratorio di idee e di progetti, può diventare la chiave per aprire nuove porte e per renderci, finalmente, più autonomi e autosufficienti per quanto riguarda il fabbisogno economico. Questa prospettiva, è evidente, si persegue con il lavoro, la programmazione, l’aggiornamento, lo studio dei processi e dell’apparato normativo comunitario. Soprattutto, si persegue solo abbandonando, una volta e per sempre, posizioni personali e autorefernziali che, se danno aneliti di visibilità, comunque effimeri e transitori, a chi li persegue, tuttavia lasciano la città in una desolata e desolante posizione di isolamento, condannandola a sua volta alla stessa autoreferenzialità. Al contario, occorre che le forze più dinamche e strategiche della città, quelle che ne costituiscono le risorse e la colonna portante, quelle in cui risiede il nostro Dna, si UNISCANO in questa sfida, guardando alla prospettiva di una grande obiettivo comune, sacrificando le asfittiche ambizioni personali nel nome di una visione di ampio respiro, che, alla fine, restituirà molto di più e restituirà a tutti. Il gioco del rugby, anch’esso grande valore della nostra città, mi ha insegnato tanto e mi ha insegnato che si vince come squadra, che è tutta la squadra che va in meta, e che si vince giocando l’uno perl’altro, di passaggio in passaggio. Perché se vuoi fare il “solista”, magari strappi pure un applauso, ma poi finisci sempre a terra, malconcio e perdente. Tu e la tua squadra.

Cultura, università, ricerca, innovazione, ambiente e territorio. Sono carte vincenti, carte che, tutte insieme e con lo stesso valore e la stessa storia che hanno nelle nostre aree, difficilmente altri possono vantare. Bisogna giocarle però, e farlo bene, in maniera pianificata e intelligente, facendo sistema gruppo, unendo le forze, costituendo una rete, creando dei ponti.

Certo, un ponte importante che purtroppo, per noi, finora è rimasto sbarrato è quello della Regione, come se L’Aquila appartenesse ad un altro territorio. Un problema che è esistito da sempre e che si è sentito solo più forte dopo il sisma. Ancora una volta, la causa è da cercare nella miopia provinciale di personalismi, politici e territoriali, che, alla lunga, hanno penalizzato tutta la regione, non solo L’Aquila e l’Abruzzo interno.

Ora però siamo vicini ad un appunatmento elettorale importante. La prospettiva della candidatura di Luciano D’Alfonso, politico lungimirante, intelligente, capace di guardare sempre oltre, anche se stesso e il suo mandato, costituisce per noi, a mio avviso, una nuova speranza.

Una speranza verso la quale correre, tutti insieme, lasciando indietro il vecchio e la zavorra, ossia quel sistema che ci ha ingessato in politiche asfittiche e localistiche, e che finirá per cadere, inevitabilmente, spazzato dal vento nuovo. Un vento che dobbiamo solo far entrare, aprendo finalmente quelle porte che sono sbarrate da troppo tempo.

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