L’Aquila, per lo sviluppo 72 milioni da programmare. Altri 110 milioni con il rinnovo di “Restart”

di Alessio Ludovici | 27 Gennaio 2021 @ 06:15 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Altri 110 milioni con il rinnovo di Restart potrebbero arrivare nel cratere. Sono invece 72 i milioni del primo quinquennio del programma ancora disponibili. 

“Abbiamo progetti in istruttoria che superano i 72 milioni ancora disponibili”. 

Teresa Giaquinto, dirigente della Struttura di missione per il cratere 2009, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, fa il punto sulla situazione dei fondi per lo sviluppo per il cratere 2009, in particolare sui settantadue milioni del programma Restart che risulterebbero ancora disponibili.

Si tratta in realtà, spiega Giaquinto, di fondi non ancora finalizzati ma per i quali, assicura, i progetti ci sono e ne è in corso l’istruttoria. Si tratta per lo più di interventi legati al turismo, ad esempio ai Progetti Integrati per il Turismo (PIT) presentati dai 56 comuni del cratere. 

E’ l’ultima tranche del calderone dei fondi per lo sviluppo messi in campo dopo il sisma 2009.  Un totale di ben 319milioni di euro, una ricostruzione su come sono stati spesi si può trovare sul portale Opendatalaquila recentemente lanciato dal Gssi e Comune dell’Aquila in collaborazione con altri enti ed istituzioni. Cento di questi, si legge su Opendatalaquila, il cosiddetto “5%”, stanziati con la prima delibera Cipe del 2012. Gli altri 219, il cosiddetto 4%, stanziati con le successive delibere Cipe legate al programma Restart.

Fondi impegnati in una miriade di investimenti nel corso degli anni: dalla ricerca alla smart city, da Fare centro al turismo, dal sostegno al sistema industriale, con il farmaceutico in testa, alle startup innovative. La nuova relazione sulla gestione dei fondi è attesa nei prossimi mesi. Sarà l’occasione per L’Aquila ed il Cratere per fare il punto su questi 5 anni di programmazione Restart, sugli obiettivi raggiunti rispetto ai risultati attesi dei diversi progetti finanziati.

“Il nostro compito – racconta Giaquinto – è di aiutare a sviluppare le vocazione del territorio, con l’obiettivo di ripopolarlo. E’ un lavoro complesso, diverso dalla ricostruzione, si tratta di esplorare i bisogni e capire i punti di forza da valorizzare nel cratere. Le idee però, i progetti, le proposte arrivano dal territorio, dal Comune dell’Aquila e dagli altri comuni del cratere, dalla Regione e da tutta la filiera della governance. Noi aiutiamo a svilupparle”. 

Altri 110 milioni con il rinnovo di Restart?

Il programma Restart era legato alla dotazione quinquennale dei fondi per la ricostruzione, più di 1miliardo ancora da spendere per la ricostruzione pubblica e privata, quelli stanziati dal Governo Renzi nel 2016. Non c’è bisogno di un atto normativo per completare gli investimenti di Restart. 

C’è invece la necessità da pensare al “nuovo finanziamento per la ricostruzione di 2,75 miliardi di euro recentemente approvato”. C’è la possibilità, infatti, di una nuova tranche di fondi per lo sviluppo. “E’ in corso il dialogo con la Ragioneria dello Stato per capire disponibilità e iter” annunciano a riguardo dalla Struttura di Missione. Se fosse confermato quel 4% si tratterebbe di circa 110 milioni di euro ancora da investire nel cratere. 

Sarà di nuovo il territorio a dover dire la sua. La pandemia ha fatto e farà i suoi danni e il disagio del mondo del lavoro è di nuovo crescente. Gli investimenti vanno assolutamente cuciti nel migliore dei modi. Va fatta una valutazione dei progetti di questi anni, quali hanno funzionato e quali no fino ad oggi, e compreso per il futuro di cosa c’è veramente bisogno e cosa può andare in secondo piano. E’ uno degli ultimi treni per il cratere, anche più importante di quello in partenza con la Next Generaion Eu. 

 


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