L’Aquila, per la prima volta in concerto Michail Pletnëv

L'evento avrà luogo l’11 dicembre per la Barattelli

di Redazione | 09 Dicembre 2022 @ 10:30 | EVENTI
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L’AQUILA  –  Michail Pletnëv è un brillante pianista, un ricercatissimo direttore d’orchestra, un grande compositore e un artista che sfida qualsiasi classificazione convenzionale. 

Nato nel 1957 in Russia, Pletnëv ha dimostrato molto presto il suo talento, iniziando a studiare al Conservatorio di Mosca a tredici anni. Nel 1978 ha vinto il primo premio e la medaglia d’oro alla sesta edizione del Concorso Internazionale Čajkovskij. Da allora si è esibito come solista e con le orchestre e i direttori più rinomati al mondo. 

Per la prima volta è ospite nel cartellone della Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” che, come da tradizione, ospita i solisti migliori nel mondo con particolare attenzione alle loro personalità artistiche, l’appuntamento è per domenica 11 dicembre all’Auditorium del Parco con inizio alle ore 18. 

“Da Pletnëv arrivano idee che rivitalizzano la musica e la riempiono di freschezza e spirito”, così il London Telegraph sottolinea l’originalità delle sue interpretazioni. La sua personalità emerge anche come compositore. I suoi arrangiamenti per pianoforte de Lo Schiaccianoci e de La Bella Addormentata di Čajkovskij sono leggendari e per i pianisti di tutto il mondo sono diventati degli esami tecnici per dimostrare di saper padroneggiare lo strumento.

Nel 1990 ha fondato la Russian National Orchestra (RNO), la prima orchestra russa non governativa e finanziata privatamente, oggi considerata una delle migliori del mondo. 

Artista Deutsche Grammophon dal 1993 le sue incisioni diventano un punto di riferimento. 

Il programma del recital aquilano è impostato su due grandi compositori rappresentativi del progresso musicale post romantico: Johannes Brahms (Amburgo, 1833 – Vienna 1897) e Antonín Dvořák (Nelahozeves, Regno di Boemia, 1841 – Praga, 1904), oggi riconosciuto come uno dei più importanti autori della musica del diciannovesimo secolo. 

Giochi e umoresche musicali, quadri poetici, rapsodie senza tralasciare materiali di matrice popolare: questi due autori segnano così il loro passaggio nella storia della musica e il loro accostamento nel recital di Michail Pletnëv diviene un viaggio funambolico di colori e suoni che ammirano, coinvolgono e trascinano il pubblico.

 


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