L’Aquila, PD: “Centro storico terra di nessuno, piazza di spaccio tra risse e degrado”

di Redazione | 11 Giugno 2024 @ 15:41 | POLITICA
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L’AQUILA – “Privo di presidi sociali e culturali, il centro storico sta diventando ‘terra di nessuno’ nella completa indifferenza di una amministrazione comunale interessata soltanto all’asse centrale e che sta lasciando in stato d’abbandono vicoli, piazze e parchi tutto intorno – è quanto si legge in una nota del Pd dell’Aquila in merito all’ennesima rissa con due giovani feriti al Parco del Castello – area della città divenuta oramai una piazza di spaccio, non fa che confermare le nostre preoccupazioni, già esposte a Prefetto, Questore e Comandante provinciale dei Carabinieri nell’incontro da noi richiesto in Prefettura.

Lo ripetiamo da mesi – sottolinea il Pd – ci si dovrebbe preoccupare di curare gli spazi pubblici, di illuminarli e di restituirgli decoro; al contrario, ampie porzioni di centro storico, nelle ore serali, sono avvolte dal buio, sporche e prive di controllo. Non si può più rinviare, inoltre, una riflessione sulla vocazione che il centro dovrebbe avere, oggi animato soltanto da locali e privo di scuole, biblioteche, centri culturali e cinema. Assistiamo, invece, a surreali discussioni su fontane da spostare da una piazza all’altra.

Intanto, nell’assenza di una qualsiasi visione politica, il Comune viene bastonato dal Tar per la illegittimità delle deroghe consentite agli orari e ai limiti delle emissioni acustiche nel periodo della Perdonanza, esponendosi alle richieste risarcitorie di residenti mai ascoltati e, oramai, esasperati. D’altra parte, l’incapacità pianificatoria e programmatoria si evince anche dallo stato d’abbandono di periferie e frazioni. Appare sconcertante che il sindaco abbia voluto rivendicare il ripristino dei 18 milioni che erano stati ottenuti, nel lontano 2016, dall’amministrazione di centrosinistra rispondendo al ‘Bando periferie’ con un progetto classificatosi 27esimo sui 120 presentati.

La giunta Biondi aveva perso il finanziamento avendo ‘dimenticato’ di sottoscrivere la convenzione. Oggi il governo mette una pezza a quell’errore e Biondi, invece di chiedere scusa alla città, annuncia il ripristino delle risorse come fosse un suo merito. Qui sta la natura della destra aquilana, che nasconde i suoi fallimenti dietro la propaganda.  Quei fondi sarebbero serviti, in questi anni, per dare risposta ai bisogni di aquilane e aquilani; ci auguriamo che, ora, vengano impegnati presto e su progetti concreti e realizzabili. Stante gli oltre 100 milioni di opere pubbliche ferme, nutriamo legittimi dubbi”- chiosa il Pd.


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