L’Aquila, Pallotta: “Colacito una persona che ha fatto onore al giornalismo abruzzese”

Palmerini: "Con lui ho avuto un bel rapporto iniziato dagli anni Settanta"

di Redazione | 21 Maggio 2021 @ 17:40 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Il ricordo del presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo (Odg) Stefano Pallotta, per la scomparsa di Gianfranco Colacito.

Il comunicato nel sito dell’Odg d’Abruzzo.

Lutto nel giornalismo. E’ morto Gianfranco Colacito, 81 anni, storico giornalista/corrispondente dell’agenzia Agi in Abruzzo e collaboratore di radio, tv, agenzie, uffici stampa, e web.

In pensione anticipata, aveva potuto dedicarsi ad una delle sue molte passioni: la scienza e la sua divulgazione.

Era stato ricoverato all’ospedale di Teramo il 15 maggio scorso per un malore improvviso. Gianfranco Colacito non c’è l’ha fatta a superare la malattia che se l’è portato via all’eta di 81 anni. Un personaggio che ha fatto onore al giornalismo abruzzese. Nella sua lunga carriera ha attraversato tutte le articolazioni della narrazione giornalistica. Sin da giovane ha collaborato con diversi periodici abruzzesi. Prima di approdare all’Agenzia Giornalistica Italia – di cui è stato responsabile della redazione abruzzese per più di vent’anni – era stato collaboratore e commentatore del quotidiano “Il Tempo”. Le prime televisioni private lo avevano visto protagonista dei racconti e dei servizi dal Capoluogo abruzzese. Aveva collaborato con Rta, Telemare, Tv Uno, Rete 8, Btv. Nel 2009, nel quadro di una ristrutturazione aziendale, l’Agi lo aveva pensionato, ma la sua passione per il giornalismo lo ha spinto ad affrontare, a viso aperto e senza timori, le nuove sfide digitali. Subito dopo aveva fondato “il Capoluogo.it” e successivamente ( una quindicina di anni fa) il giornale on line “InAbruzzo”, che curava con il figlio Flavio, anch’egli giornalista oltre che insegnate. Appassionato, da sempre, di giornalismo scientifico, coltivava da autodidatta ricerche di astrofisica, tanto da creare un periodico “Micromega” insieme a Flavio. Ma la sua passione travolgente era quella per le armi, di tutti i tipi. “Parliamo di armi” è il titolo del suo primo libro, pubblicato agli inizi degli anni ’90. Dell’Agenzia Italia era l’esperto di questo settore e i direttori, che ha visto succedersi nella storica sede di Via Nomentana, a Roma, ricorrevano ai suoi approfondimenti balistici, si trattasse di terrorismo e di crimini cruenti. Nel 2005 aveva ricevuto il Premio Polidoro alla carriera ” Gianfranco – dichiara il Presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta – rappresenta un punto fermo nella storia del giornalismo abruzzese, soprattutto per quel che riguarda l’evoluzione delle agenzie di stampa. E’ stato, insieme a qualche altro collego, il fondatore dell’informazione primaria nella nostra regione. Ho lavorato con lui, in una piccola stanzetta, in Via Tre Marie, poi in una sede più ampia in via Federico II, per oltre quindici anni. E’ stato un maestro di giornalismo, ma anche di vita. Dietro la scorza di apparente burbero si celava un uomo di grande umanità, capace di ironia e di autoironia, un vero cavaliere errante”.

L’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo esprime profondo cordoglio per la sua scomparsa e si stringe al dolore della moglie Anna e del figlio Flavio.

L’AQUILA – Il ricordo di Goffredo Palmerini del giornalista Gianfranco Colacito, morto questa mattina all’età di 81 anni.

Mi addolora la notizia della scomparsa di Gianfranco Colacito, e come me tanti altri aquilani: un giornalista a tutto tondo, come ben è illustrato nella nota diramata dall’ANSA. Egli aveva diretto l’altra grande agenzia italiana, l’AGI per venti anni, poi le Tv locali sulle quali ha primeggiato con programmi di grande ascolto, specie le sue impareggiabili interviste a tu per tu con l’ospite. Gianfranco aveva una magnifica qualità di scrittura giornalistica, sintetica quanto incisiva. Non faceva sconti, non vellicava gli intervistati, andava dritto al cuore delle questioni, senza eufemismi, pane al pane vino al vino. I politici avevano quasi timore quando li intervistava. Grande la sua capacità di andare a fondo dei problemi e di chiederne ragione. Una penna lucida, puntuta, brillante: pochi aggettivi ma quei pochi affilati come una lama. Basta andare a rileggersi i suoi editoriali su Inabruzzo.com, il giornale che nel 2009 aveva fondato e che ha diretto, brevissimi quanto efficaci, con il pensierino finale in corsivo, quasi massime di vita e di saggezza. La libertà d’informazione declinata con assoluto rigore etico, una grande onestà intellettuale.

Ho avuto con Gianfranco un bel rapporto iniziato a metà degli anni Settanta, quando iniziai la mia lunga avventura istituzionale sugli scranni di Palazzo Margherita, consigliere assessore e vicesindaco dell’Aquila. Spesso mi chiamava per avere notizie e riferimenti sui provvedimenti amministrativi al Comune, molte volte sono stato ospite alle sue trasmissioni in Tv. Poteva apparire a volte spigoloso, ma aveva una grande gentilezza d’animo e una rarissima capacità di intuizione. Ha sofferto molto negli ultimi anni per problemi alla vista, ma questo non l’ha sottratto a quello che sentiva come il “suo dovere”, quello di informare per davvero, lontano dalle veline ma attento ad un’informazione onesta, nel rispetto dei lettori. Grazie, caro Gianfranco, per il tuo esempio di vita e di giornalismo, l’essenza non l’apparenza!
E infine grazie ancora per l’attenzione che hai sempre riservato ai miei contributi, che hai puntualmente pubblicato prima sul Capoluogo e poi su Inabruzzo. Grazie infine per come hai seguito la mia attività pubblicistica. Conservo con affetto e con onore una delle più belle e puntuali recensioni ai miei libri. La scrivesti come annotazione di lettura del mio libro “L’Aquila nel mondo” (2010), ed è pubblicata sul volume successivo “L’Altra Italia”. La serberò come un bel ricordo di Te, grato dell’attenzione che hai riservato in tanti anni alle mie modeste cose. Che la terra ti sia lieve!

 


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