L’Aquila, Palazzo Margherita quasi terminati i lavori di restauro

Nel 1974 il Comune torna proprietario del Palazzo dando inizio ad una battaglia legale con la Provincia

di Cristina D'Armi | 30 Dicembre 2020 @ 06:30 | ATTUALITA'
L'Aquila, Palazzo Margherita quasi terminati i lavori di restauro
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L’AQUILA – Sono quasi terminati i lavori di restauro di Palazzo Margherita. Conosciuto anche come Palazzo Madama, l’edificio è situato in Piazza Palazzo e, prima del terremoto del 6 aprile 2009, era la sede del Comune. L’ex palazzo del comune è un edificio storico dell’Aquila, edificato nel XIII secolo come Regia Curia del Capitano e restaurato nel XVI secolo per divenire residenza della governatrice Margherita d’Austria, a cui deve il suo nome.

Palazzo Margherita

a seguito del forte sisma ha riportato gravi danneggiamenti. Sono presenti diverse lesioni sulle murature, principalmente localizzate nelle fasce e sulle volte interne. Anche la  torre del palazzo presenta gravi lesioni localizzate principalmente nella parte basamentale.

Palazzo Margherita quasi terminati i lavori di restauro.

Nella scheda tecnica della protezione civile con il Ministero per i beni e le attività Culturali e la Direzione Regionale per Beni Culturali e paesaggistici, sono stati stimati 40 mesi di lavoro per un importo totale pari 4milioni ed 800mila euro per la ricostruzione dell’intero fabbricato. Sul sito Opendata ricostruzione, risultano richiesti 11milioni e 700mila euro, finanziati 6.700.000 ed erogati 4.365.550. L’importo totale verrà utilizzato sia per i lavori di consolidamento sia per il recupero.

I Lavori  di rifacimento si resero necessari anche a seguito del terremoto del 1703.

Il palazzo attuale non corrisponde, se non in pianta, a quello realizzato nel XVI secolo. E’ frutto di diversi restauri che hanno modificato l’impostazione iniziale.  Anche  l’accesso è cambiato: non è più su via delle Aquile bensì su via Roma. Nel 1974, il Comune torna proprietario del Palazzo dando inizio ad una battaglia legale con la Provincia che aveva finanziato i lavori del 1838 e rivendicava pertanto la proprietà della costruzione. La Cassazione, nel 2011, ha dato ragione al Comune dell’Aquila.


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