L’AQUILA – Un lungo tricolore ad aprire il corteo, le penne nere a riempire le strade del centro storico, le fanfare a scandire il passo e una città intera a fare da cornice. L’Aquila ha vissuto oggi, domenica 13 settembre, il momento più solenne della 9ª edizione del Raduno “Ricordando il Battaglione Alpini L’Aquila”, manifestazione promossa dall’Associazione Nazionale Alpini, Sezione Abruzzi.
Oltre mille Alpini, arrivati da diverse regioni italiane, hanno sfilato nel cuore della città in una giornata dedicata alla memoria, alla fratellanza e ai valori del servizio. Al loro fianco hanno marciato gli Alpini in armi del 9° Reggimento, i gruppi dell’ANA impegnati nella Protezione Civile e rappresentanti di diversi Comuni dell’area aquilana, insieme alle associazioni del territorio.
Ad aprire la manifestazione è stato un imponente tricolore lungo 99 metri, trasportato dai volontari dell’associazione Jemo ‘Nnanzi, della Croce Rossa Italiana e di altre realtà associative. Un’immagine particolarmente significativa per una città che ha conosciuto il dolore del terremoto e che ha fatto della capacità di rialzarsi, ricostruire e restare unita uno dei tratti più profondi della propria identità.
Il corteo ha attraversato le vie del centro storico, passando da Piazza Duomo e Corso Vittorio Emanuele, tra gli applausi del pubblico. Migliaia di persone hanno seguito la sfilata lungo il percorso, mentre le note della Fanfara della Sezione ANA Abruzzi e della Banda di Paganica hanno accompagnato la mattinata con marce alpine e brani di intrattenimento.
La cerimonia si è conclusa alla Fontana Luminosa, dove si sono svolti i saluti istituzionali e gli onori finali. Particolarmente significativo il momento dedicato agli Alpini in armi rientrati nella notte alla Caserma Pasquali-Campomizzi dell’Aquila. A rivolgere loro un saluto è stato il comandante del 9° Reggimento Alpini, colonnello Mario D’Angelo.
Presenti anche il presidente della Sezione ANA Abruzzi, Costanzo Marcanio, le autorità locali e il presidente del Comitato organizzatore, colonnello Piccirilli, che ha chiuso la manifestazione con il tradizionale triplice “urrà” agli Alpini, suggellando così tre giornate particolarmente intense per le penne nere e per la città.
Il raduno, infatti, va oltre la dimensione celebrativa. La sua forza sta nel legame che continua a unire gli Alpini al territorio e nelle attività che, ancora oggi, vedono i gruppi impegnati accanto alle comunità, soprattutto attraverso il volontariato e la Protezione Civile.
Per L’Aquila il cappello con la penna nera rappresenta qualcosa che supera il semplice ricordo militare. È il simbolo di una presenza concreta nei momenti difficili, della solidarietà prestata senza clamore e di un modo di intendere il servizio fondato sulla responsabilità e sulla vicinanza agli altri.
Nel corso della sfilata, gli incontri tra vecchi commilitoni, gli abbracci, i canti e le strette di mano hanno restituito l’immagine di una comunità capace di riconoscersi nella propria storia. Generazioni diverse si sono ritrovate lungo le stesse strade, accomunate da una memoria che non appare ferma al passato, ma continua a parlare al presente.
È anche questo il significato del raduno dedicato al Battaglione Alpini L’Aquila: mantenere vivo il ricordo e, allo stesso tempo, rinnovare valori che restano attuali. Solidarietà, spirito di servizio, senso di appartenenza e capacità di intervenire quando una comunità ha bisogno.
La giornata aquilana si chiude dunque con un messaggio che va oltre la sfilata. Gli Alpini hanno riportato nelle piazze della città la loro storia e la loro energia, in una città che ricorda, che si riconosce nella propria storia e che guarda avanti senza dimenticare da dove viene.







Credit photo: Cristina Fiordigigli e Mara Masci








