L’Aquila, ok del Consiglio alla razionalizzazione delle partecipazioni azionarie

di Marianna Gianforte | 14 Gennaio 2022 @ 13:31 | POLITICA
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L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila, riunito questa mattina su piattaforma online, ha approvato con 18 voti favorevoli, quattro contrari e sette astenuti il piano di razionalizzazione periodica delle partecipazioni azionarie del Comune dell’Aquila, arrivato in aula con un certo ritardo rispetto a quanto previsto dal testo unico delle società partecipate, che stabilisce il 31 dicembre come limite massimo della discussione.  

Il provvedimento è stato descritto e illustrato dall’assessora alle Partecipate Fausta Bergamotto. Le partecipate, ha spiegato, «hanno chiuso tutte con un piccolo bilancio in utile, un piccolo risultato che non può farci esultare ma che è stato raggiunto soprattutto dopo da ricapitalizzazione di Ama e non lo si raggiungeva dal 2011».

L’assessora ha ricordato, poi, che all’atto d’indirizzo approvato in Consiglio comunale nel gennaio 2021, la Giunta comunale ha dato seguito, con la delibera n. 385 del settembre 2021, approvando la proposta condivisa di una convenzione tra l’azienda della mobilità aquilana e il centro turistico “per la condivisione degli uffici amministrativi”. Bergamotto ha spiegato che è stato avviato «un percorso per valutare la possibilità di sfruttare tutte le similitudini tra il Centro turistico del Gran Sasso e l’Ama per poter razionalizzare le spese, un percorso di condivisione dei servizi amministrativi e contabili. Sperimentazione partita a ottobre con una valutazione dei processi amministrativi e contabili; a gennaio (2022, ndr) parte la gestione condivisa ed entro il 31 luglio di quest’anno gli amministratori delle due società devono rendicontare al Comune eventuali razionalizzazioni e soluzioni di miglior funzionamento del primo semestre».

Sempre per quanto riguarda l’assetto delle partecipate, analizza l’assetto complessivo delle partecipate da parte del Comune dell’Aquila; la delibera approvata oggi “conferma la necessità”, come specifica la nota stampa del Comune, “in quanto non rientrante nelle attività previste dal decreto legislativo 175/2016, di dismettere le azioni della Banca del Gran Sasso, che il Comune controlla in minima parte (0,07%) come partecipazione indiretta, attraverso la Gran Sasso Acqua”. 

Il provvedimento rileva che “i parametri delle società in questione sono in linea con le prescrizioni normative quanto ai costi di funzionamento. Attualmente la municipalità detiene partecipazioni dirette e integrali nel capitale sociale di Ama (che gestisce il trasporto pubblico), Afm (farmacie e asilo nido), Centro turistico del Gran Sasso (trasporto a fune e servizi turistici), Sed (consulenza, progettazione e realizzazione di soluzioni informatiche). È proprietaria al 99,9 per centro di Asm (la società che si occupa della raccolta dei rifiuti e dell’igiene urbana), al 46,15% della Gran Sasso Acqua (gestione integrata delle risorse idriche). Ha infine partecipazioni indirette nel Cogesa (attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e recupero dei materiali), nel consorzio ski pass dei Parchi, oltre che, come detto, nella Banca del Gran Sasso, in via di dismissione”.

Il Consiglio ha approvato, poi, all’unanimità anche due emendamenti presentati dal capogruppo di Italia viva Paolo Romano; con il primo si chiede la proroga al 30 settembre del contratto di servizio con il Centro turistico del Gran Sasso, in particolare per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale (funivia di collegamento tra Fonte Cerreto e Campo Imperatore). Il secondo riguarda, invece, la richiesta di dare alla società Ama e al centro turistico l’indirizzo di individuare una sede amministrativa condivisa all’interno della sede di Ama a Pile.

Il capogruppo di Italia viva ha rimarcato «la mancanza delle commissione di monitoraggio e di controllo necessarie per dibattere dell’andamento delle società partecipate», definendo la delibera «un atto politico e non tanto un tecnicismo, soprattutto perché siamo al quinto anno di legislatura». Per Romano c’è una criticità: «Questo è il secondo anno di ritardo con cui la deliberazione arriva all’assise comunale pur avendola approvata a dicembre, ciò ci espone a “potenziali sanzioni” come dicono le norme: la Corte dei Conti con una sua delibera ci ha già rammentato che le date scritte nelle norme vanno rispettate».

Infine, per quanto riguarda il Ctgs, Romano ha evidenziato che «la Corte dei Conti c’impone di fare la revisione del piano di rientro e valutazione, mentre manca ancora un piano industriale del triennio in vista degli interventi di sviluppo del Gran Sasso. Che fina ha fatto, poi, la fusione del Tpl e il passaggio della gestione della funivia ad Ama? Insomma, si naviga a vista».

Il Consiglio comunale ha successivamente approvato la parte descrittiva della sezione strategica e operativa del Documento unico di programmazione per il triennio 2022-2024.

«Si tratta dello strumento fondamentale con cui viene pianificata l’attività dell’amministrazione comunale», ha spiegato l’assessore al Bilancio, Raffaele Daniele, che ha presentato il provvedimento,  «e traccia primi obiettivi e gli interventi che verranno messi in atto. La prossima settimana si conta di definire la seconda parte della sezione operativa, quella strettamente contabile, che ricomprenderà il programma triennale delle opere pubbliche, il programma biennale degli acquisti di beni e servizi, e i piani triennali di razionalizzazione delle spese di funzionamento dell’ente, del fabbisogno di personale e delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, che verranno inseriti in sede di approvazione della nota di aggiornamento al Dup all’atto della presentazione dello schema di deliberazione del bilancio di previsione da parte della Giunta al Consiglio». 

Il documento approvato oggi riguarda in primo luogo gli obiettivi strategici intersettoriali, ha aggiunto Daniele, «che vanno dalla relazione semestrale sulle attività svolte e complessiva sull’attività del mandato, all’implementazione dei progetti legati al contenimento della Covid-19, alla partecipazione alle riunioni dell’unità di crisi appositamente allestita dal sindaco fin dall’inizio del circolare del coronavirus, al monitoraggio sulle azioni amministrative. Molta importanza viene data alla riscossione nei termini delle entrate, operazione che comunque già sta riscontrando dei buoni risultati anche in virtù del costante aggiornamento e incrocio delle banche dati, e ai pagamenti nella tempistica di legge. Fondamentale è l’attività nell’ambito del perfezionamento delle schede progettuali per il Pnrr e il fondo complementare, parte di quelle già elaborate dall’amministrazione comunale ammesse a finanziamento».

La seconda parte del Dup contiene gli specifici obiettivi per ciascun settore del Comune. 

L’assise civica ha, poi, approvato due mozioni. Con la prima, presentata dal consigliere del Partito democratico Stefano Albano, in collaborazione con Eva Fascetti, portavoce aquilana delle Donne democrati: il sindaco e la Giunta sono stati impegnati a verificare con l’Afm la possibilità di applicare prezzi particolarmente contenuti e promozionali sui prodotti sanitari e igienici femminili (quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali) e a mettere in atto ogni altra eventuale iniziativa per migliorare la disponibilità e l’educazione all’uso di questi prodotti da parte delle donne ed in particolare delle fasce più svantaggiate.

Altre richieste contenute nel documento riguardano il sollecito al Governo e al Parlamento a proseguire sulla strada di un’immediata riduzione dell’aliquota al 10% per i prodotti igienico-sanitari femminili, per arrivare poi alla totale detassazione dei beni essenziali alla salute ed all’igiene femminile, e alla Regione Abruzzo affinché affronti e approfondisca il fenomeno della “povertà mestruale”, anche, eventualmente, attraverso uno studio qualitativo delle fasce economicamente a rischio, prevedendo un piano di agevolazioni economiche per l’acquisto di prodotti sanitari e igienici femminili per le fasce più deboli.

L’altra mozione, presentata da Romano e dalla consigliera di Fratelli d’Italia Elisabetta De Blasis, impegna ad attuare l’adeguamento contrattuale delle insegnanti di servizio per il pre e interscuola.

IL PD SULL’APPROVAZIONE DELLA MOZIONE RIGUARDANTE GLI SCONTI SUGLI ASSORBENTI 

 Il provvedimento, che arriva dopo il taglio dell’Iva dal 22 al 10% sugli assorbenti femminili incluso nella legge di Bilancio 2022, impegna il comune a contrastare la cosiddetta “povertà mestruale” attraverso agevolazioni economiche rivolte alle fasce più deboli per i beni igienici femminili. Gli sconti saranno applicati di concerto con l’afm e sulla base di un’analisi qualitativa delle categorie economicamente a rischio da condurre in collaborazione con enti locali e Regione. La mozione si ispira a due iniziative nazionali  il Tampon Tax tour, promosso dalla consigliera fiorentina dem Laura Sparavigna che, dallo scorso luglio, ha mappato circa 200 Comuni e nove Regioni che hanno già facilitato l’accesso ai prodotti igienico-sanitari femminili con misure locali e la campagna per l’abbattimento fiscale su tali prodotti “Il ciclo non è un lusso”, che ha raccolto più di 600mila firme. Grazie all’impegno dell’intergruppo parlamentare per le donne, in legge di bilancio è stata inserita la riduzione dell’iva al 10%, un passo in avanti che tuttavia non centra l’obiettivo finale: l’applicazione dell’aliquota minima del 4% per equiparare i prodotti mestruali ai generi di prima necessità. Si tratta di una battaglia sociale economica e culturale che da oggi, finalmente, vede impegnata e schierata anche la nostra città. L’iniziativa ha raccolto il plauso dell’assessorato alle Pari opportunità che si è impegnato ad adottare iniziative di sensibilizzazione sul tema nell’ambito delle proprie competenze.


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