L’Aquila, nuova emergenza in canile. Taranta: “Lavoriamo sul tema, ascolteremo le associazioni”

di Alessio Ludovici | 10 Ottobre 2021 @ 06:38 | ATTUALITA'
emergenza canile
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L’AQUILA – E’ di nuovo emergenza nel canile sanitario dell’Aquila. Lo rende noto l’associazione Animali alla Riscossa. “In canile siamo arrivati a circa 40 cuccioli – scrivono i volontari – provenienti da privati ed in particolare da allevatori e cacciatori”. L’assessore Fabrizio Taranta assicura che il settore è al lavoro sulla questione randagismo e a breve ci saranno delle importanti novità

“L’emergenza sta peggiorando giorno dopo giorno”, scrivono i volontari di Animali alla Riscossa. “La nostra Associazione insieme ai volontari aquilani e dei comuni limitrofi, si trova a dover fronteggiare un’emergenza purtroppo con molti precedenti.”

Le associazioni nei mesi scorsi hanno fatto alcune proposte al settore Ambiente del Comune. “Dall’incontro avvenuto a luglio non è scaturito nulla.” In particolari le associazioni chiedono che vengano organizzate delle campagne di sterilizzazione e microchippatura gratuita. Ma si chiedono anche modifiche ai regolamenti comunali vigente ed ordinanze ad hoc per far fronte all’emergenza, come ad esempio la limitazione del numero massimo cagne fertili con controlli continui e serrati per le situazioni più a rischio che riguardano allevatori, cacciatori e tartufai. Si chiede inoltre la creazione di un gattile e di un’oasi felina.

“Convocheremo di nuovo le associazioni a breve”, spiega a L’Aquila Blog l’assessore all’Ambiente del Comune dell’Aquila, Fabrizio Taranta. “Da parte nostra c’è tutta la volontà di lavorare sul tema con tutte le istituzioni e anche con le associazioni”

“Nel 2019 abbiamo siglato un protocollo d’intesa con il servizio veterinario e avviato le prime iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza, un percorso interrotto dal Covid e che ora vogliamo assolutamente riprendere. Già questa estate abbiamo incontrato le associazioni e in questo momento con gli uffici stiamo facendo una valutazione delle somme a disposizione e delle azioni che è possibile intraprendere”. 

Oltre a quelle a breve e medio termine il Comune lavora anche in prospettiva. “Conosciamo la situazione difficile del canile e cercheremo di sistemarlo e ampliarlo anche ricorrendo al project financing”. Più difficile sarà intervenire su regolamenti e normative. “Il Comune si muove ovviamente nell’ambito del quadro normativo esistente, non possiamo costringere le persone a sterilizzare ad esempio, però faremo quanto possibile per sensibilizzarle. Stiamo anche pensando a delle convenzioni con alcuni veterinari per facilitare le sterilizzazioni e le chiodature”. 

Associazioni e volontari sono saturi e stremati. “Ogni giorno – spiegano ad Animali alla Riscossa – affidiamo cani e gatti a famiglie del nord Italia, dove il randagismo è stato debellato grazie alla collaborazione delle Amministrazioni locali e grazie alla presa di coscienza dei cittadini. Sogniamo una città più civile, che si accorga del problema e che sappia prenderne atto. I cittadini devono sapere che questo è un problema che li riguarda da vicino, infatti impatta sia sulla vivibilità della città ma anche sulla spesa pubblica.” 

I numeri in città sono eloquenti. I due canili di Paganica e L’Aquila ospitano in pratica perennemente 500 cani, uno ogni 150 abitanti. Ciò  senza considerare il gran numero di adozioni che assicurano un ricambio costante. Sono per lo più incroci di pastori e segugi, ma c’è un po’ di tutto. Di annunci di cucciolate private in regalo, del resto, sono pieni i social. Nulla di illegittimo, ma bisogna rendersi conto della situazione di estrema difficoltà in cui poi ci si ritrova ad operare. 

 

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