L’Aquila – Un’altra occasione unica per L’Aquila: l’apertura straordinaria di Palazzo Antonelli-Dragonetti, nel centro storico, in via Roio, a pochi passi da Piazza Duomo. La dimora nobiliare, che ha attraversato secoli di storia cittadina, torna a svelare i suoi segreti grazie all’iniziativa del FAI, offrendo un’occasione rara per scoprire la ricchezza artistica e culturale della città.
Varcando l’ingresso, i visitatori sono rimasti senza parole davanti alla bellezza degli interni. I saloni del piano nobile si susseguono tra stucchi, dorature e dipinti che decorano i soffitti e con scene bibliche di rara eleganza. L’atmosfera è quasi teatrale, in particolare nella celebre “Alcova del Cardinale”, la camera da letto del potente cardinale Cosimo de Torres.
Il palazzo ha attraversato la storia della città: un intreccio di spazi, aggiunte e preesistenze che mostrano l’evoluzione della dimora lungo quattro secoli. Le scale eleganti che conducono ai piani superiori, la fontana interna e la statua romana che vigila sulla corte aggiungono dettagli architettonici di grande impatto. I lavori di restauro procedono a ritmo serrato, con l’obiettivo di rendere il palazzo fruibile nel 2026, quando ospiterà nuovamente gli uffici del settore Cultura della Regione.
L’evento è anche un’occasione per valorizzare il patrimonio artistico e culturale della città, spesso celato agli occhi dei cittadini. Grazie ancora una volta alle fotografie di Angelo Cora, possiamo ammirare in queste foto la magnificenza degli interni, scatti che rivelano l’eleganza e i dettagli minuziosi di un palazzo che racconta una grande pagina di storia aquilana. E per I più nostalgici, diverse foto d’epoca, pubblicate nel recente volume Memoria e diletto – Amalia Sperandio. Scatti inediti sull’Aquila e dintorni tra ’800 e ’900 (2018), documentano la storia della quadreria e degli ambienti, offrendo un collegamento tra passato e presente.
Non vediamo l’ora di scoprire quale sarà il prossimo palazzo che il FAI ci permetterà di esplorare, tra storia, arte e tesori nascosti che continuano a sorprendere.

















