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Dodici indagati e un sequestro di immobili tra L’Aquila e Tortoreto (Teramo) per un equivalente di 2 milioni e mezzo di euro ai danni di due imprese edili aquilane, Marinelli ed Equizi Srl e Barattelli Srl, è la nuova operazione della Guardia di Finanza dell’Aquila. L’inchiesta della Procura della Repubblica dell’Aquila, partita nel 2011, riguarda l’appalto per la ricostruzione post terremoto della caserma Campomizzi degli alpini, ora residenza per studenti universitari e sede dell’Adsu, l’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila.

Nei guai sono finiti Giovanni Guglielmi, 61 anni di Lecce, allora provveditore interregionale Opere pubbliche; Giancarlo Santariga, 58 anni di Tagliacozzo (L’Aquila), allora provveditore aggiunto alle Opere pubbliche per l’Abruzzo; Giuliano Genitti, 61 anni dell’Aquila, funzionario del Provveditorato e rup dell’intervento, Claudio Quartaroli, 61 anni di Lucoli (L’Aquila) funzionario del Provveditorato e direttore dei lavori; Filippo Di Giacomo, 69 anni di Barete (L’Aquila), funzionario del Provveditorato e direttore dei lavori; Luigi Zaccagno, 52 anni L’Aquila, funzionario del Provveditorato e direttore operativo dei lavori; Carlo Clementi, 59 anni di Roma, dirigente del Provveditorato; Giovanni Benevieri, 67 anni dell’Aquila, professionista esterno e collaudatore statico delle opere; Aldo Del Beato, 73 anni dell’Aquila, imprenditore edile; Giulio Vittorini, 49 anni dell’Aquila, imprenditore edile; Enzo Romano Marinelli, 64 anni dell’Aquila, imprenditore edile, ed Ettore Batarrelli, 48 anni anche lui imprenditore edile dell’Aquila.

Il provvedimento è stato emesso dalla Magistratura all’esito di indagini complesse riguardanti la ricostruzione post-terremoto della caserma aquilana Pasquale Campomizzi (attualmente sede degli Alpini) che hanno rivelato fatti di turbata libertà degli incanti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, reiterate falsità ideologiche commesse da pubblici ufficiali e da privati ed emissione/utilizzo di fatture per operazioni inesistentiper 600 mila euro.

Secondo l’accusa dirigenti e tecnici del Provveditorato Opere Pubbliche sedi interregionali di Roma e coordinata di L’Aquila, hanno adottato procedure e soluzioni, giustificate dal ricorso alla somma urgenza, tutte finalizzate a far eseguire l’intera realizzazione delle opere previste alla Caserma Campomizzi, ad opera delle imprese aquilane del Consorzio Federico II: 12 milioni di euro suddivisi in due tranche di finanziamento da 6 milioni l’una, aggiudicato attraverso una gara a inviti con tre imprese. Il Dipartimento della Protezione civile, nell’estate del 2009, aveva indicato quale stazione appaltante il provveditorato interregionale opere pubbliche Lazio, Abruzzo e Sardegna, sede coordinata di L’Aquila, che, ad agosto di quell’anno, ricorreva alla procedura negoziata, senza previa pubblicazione di bandi di gara, per l’esecuzione dei lavori. Alla fine la Marinelli ed Equizi srl dell’Aquila si aggiudico’ i lavori concernenti le tre palazzine pr un importo di 5 milioni 950 mila euro. Successivamente a tale aggiudicazione la stessa impresa ottenne ulteriori commesse per 5 milioni e 864 mila euro per realizzare una mensa cucina, la copertura in acciaio delle tre palazzine, tre centrali termiche e la recinzione perimetrale del sito in ristrutturazione. Stando agli accertamenti investigativi le commesse tutto erano tranne che lavori definibili di somma urgenza. E’ quindi emerso che numerose imprese designate direttamente dalla Marinelli ed Equizi e dall’unico subappaltatore ‘ufficiale’, la Barattelli, hanno effettuato quasi tutte le opere senza autorizzazione e comunicazione, in violazione della disciplina dei sub-appalti e dello specifico capitolato. 

Il Consorzio Federico II, associazione di imprese sorta appena un mese dopo la scossa del 6 aprile 2009, divenne noto all’opinione pubblica nel 2010, con una inchiesta della magistratura fiorentina nei confronti di una cosiddetta “cricca” di imprenditori che, con l’aiuto di politici e dirigenti pubblici sperava di accaparrarsi importanti commesse pubbliche sfruttando conoscenze e rapporti con la Protezione Civile Nazionale ed i Provveditorati delle Opere Pubbliche. Il Consorzio Federico II era composto dall’impresa toscana BTP (Baldassini-Tognozzi-Pontello) di Riccardo Fusi e dalle imprese aquilane Marinelli ed Equizi, Barattelli e Vittorini Costruzioni ed era stato costituito proprio per conseguire lavori post-sisma.

Le due imprese aquilane, facenti parte del Consorzio, sono la “Marinelli ed Equizi srl” che ha appaltato i lavori e la “fratelli Ettore e Carlo Baratterlli srl” che ha fatto il subappalto, rispondono anche ai sensi del D.l.vo 8/6/2001, n° 231 che prevede la responsabilità amministrativa degli enti. L’ingiusto vantaggio patrimoniale conseguito dalle due importanti imprese aquilane è stato quantificato dai periti tecnici, incaricati dalla Procura della Repubblica, in 2,5 milioni di euro e configura l’ipotesi di truffa aggravata consumata ai danni del Provveditorato Opere Pubbliche e della Protezione Civile. Per tale importo, in relazione all’ipotesi truffaldina, il Gip di L’Aquila ha emesso il provvedimento di sequestro in esecuzione. Le operazioni di sequestro riguardano tre appartamenti, un villino ed un box nel complesso residenziale “Il Castello” a Tortoreto (TE), mentre a L’Aquila si riferiscono ad un capannone ad uso commerciale, sede dell’impresa indagata, tre appartamenti a Pettino, un altro a S. Antonio ed un box nei pressi di Viale Corrado IV.

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