L’Aquila, l’ambasciatore Memedi: “Forte il legame tra Macedonia e Abruzzo”

di Marianna Gianforte | 28 Marzo 2022 @ 06:02 | POLITICA
vesela memedi
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L’AQUILA – Una visita molto attesa dalla comunità macedone aquilana quella del nuovo ambasciatore della Macedonia del Nord avvenuta ieri in una giornata ricca di appuntamenti. I cittadini e le cittadine macedoni aspettavano la nomina del nuovo ambasciatore in Italia da alcuni anni, una mancanza che andava colmata “per le relazioni tra i due Paesi”, come ha detto anche il ministro degli Esteri Bujar Osmani. Per questo la visita di ieri di sua eccellenza Vesela Memedi, nominato da circa tre mesi, è stata un po’ una festa per la numerosa comunità macedone locale, che all’Aquila conta 700 residenti e in Abruzzo oltre 4mila.

Il rappresentante diplomatico è stato accolto alle 11 al centro per il volontariato dal vicepresidente vicario della Regione Abruzzo Roberto Santangelo e da una rappresentanza dei connazionali che vivono e lavorano all’Aquila e che sono parte integrante del suo tessuto sociale ed economico ormai da generazioni: “L’Aquila è una città cosmopolita”, ha sottolineato Santangelo. 

A dare il benvenuto a sua eccellenza Memedi anche il presidente dell’associazione culturale macedone ‘RilindjaAbdula Salihi, che ha organizzato la visita aquilana, una delle prime che il nuovo ambasciatore sta realizzando tra le località che accolgono macedoni in Italia con l’intento di conoscere, di ascoltare i problemi e le necessità delle varie comunità, per rafforzare l’identità e la cultura macedone, per realizzare progetti d’integrazione insieme alle istituzioni nazionali e locali. Tante le domande che i cittadini macedoni hanno rivolto a Memedi nel corso di un incontro pubblico che si è tenuto nella sala conferenza del centro per il volontariato, e alle quali ha risposto in modo aperto e disponibile, chiarendo subito che quello di ieri è stato soltanto “il primo di tanti incontri. Mi auguro di tornare molto presto – ha detto – per condividere un momento di gioia e di felicità. Ci sono molte cose che legano la Macedonia con l’Italia e l’Abruzzo sono sicuro di riuscire a trovare al più presto una data per un nuovo incontro tra l’ambasciata e gli abruzzesi”.

Alle 14,30 l’ambasciatore si è spostato a Poggio Picenze, Comune nel quale molte famiglie di origine macedone vivono radicate e integrate ormai da anni, per incontrare il sindaco Antonello Gialloreto. Un momento toccante è stato l’omaggio alle vittime del terremoto del 6 aprile 2009, con un momento di raccoglimento davanti al monumento realizzato dall’amministrazione comunale in memoria sia delle vittime cristiane, sia delle vittime macedoni musulmane: ed è così che accanto alla croce, sorge anche la pietra con la mezza luna e la stella. Sono 5 i macedoni musulmani uccisi dai crolli del sisma: due di loro erano bambine. E proprio davanti al monumento della memoria l’imam ha recitato una preghiera per ricordare la tragedia della quale tra pochissimi giorni ricorre il 13esimo anniversario. 

Quella dei macedoni è, d’altra parte, la più numerosa tra le comunità non appartenenti alla Comunità europea nel Comune dell’Aquila.

A conclusione della giornata, Memedi ha visitato anche il luogo di culto macedone ‘Drita’, a Bazzano, per poi lasciare la città intorno alle 17. Ha spiegato Salihi:

“Come associazione e come comunità abbiamo proposto a tutti i nostri rappresentanti istituzionali, politici e culturali l’impegno a visitare il luogo della memoria a Poggio Picenze perché crediamo che sia il modo migliore per ricordare i nostri connazionali scomparsi a causa del terremoto, e per esprimere vicinanza alla comunità. Ringrazio l’ambasciatore per aver subito accolto il nostro invito a venire all’Aquila. Ora abbiamo una figura di riferimento anche per poter avviare progetti e iniziative importanti per rinsaldare il legame tra le due comunità, quella italiana e aquilana e quella macedone. Il vicepresidente vicario della Regione, Santangelo, inoltre, ci ha annunciato l’avvio di un progetto per la mediazione culturale e linguistica, da realizzare in sinergia con l’associazione e con i macedoni aquilani, e ci ha dato l’importante notizia che esistono fondi europei destinati proprio a favorire l’integrazione da un lato, e la tutela della nostra identità e storia dall’altro: ad esempio per l’insegnamento della lingua madre ai figli e alle figlie di terza generazione, che rischiano di non saperla più parlare. A tal proposito, l’ambasciate ci ha invece ribadito il suo impegno a dotare la nostra comunità di un’insegnante di lingua macedone di cui si farà carico il ministero dell’Istruzione della Macedonia”.


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