L’Aquila, l’ABAQ inaugura nuovo anno accademico nel segno di Fabio Mauri

di Redazione | 23 Novembre 2021, @12:11 | ATTUALITA'
Mauri ABAQ
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L’AQUILA  –  Si svolgerà il 26 novembre l’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila che per l’occasione inaugurerà il nuovo padiglione con la mostra dedicata ad uno dei più grandi artisti del Novecento: Fabio Mauri insegnante di Estetica presso l’accademia aquilana per oltre venti anni.  “Fabio Mauri – Un caro affettuoso saluto a tutto voi da Fabio Mauri è il titolo dell’esposizione, curata da Maria D’Alesio,  si riferisce alla frase finale di una lettera spedita da Mauri ai suoi studenti durante un periodo di lunga malattia, in cui l’artista si scusa per la sua obbligata assenza e li esorta a lavorare e ad andare avanti nei loro progetti. Ospite d’onore della cerimonia e dell’apertura della mostra sarà Achille Mauri, Presidente di Messaggerie Italiane, fratello dell’artista che terrà un intervento dal titolo “Santo no”.

La cerimonia di inaugurazione si svolgerà presso il teatro dell’Accademia e sarà aperta dal Presidente Rinaldo Tordera e dalla Direttrice Maria D’Alesio che faranno il punto sull’attività didattica e formativa dell’accademia aquilana, sui progetti svolti e quelli da attuare per rendere l’istituzione di alta formazione artistica sempre di più punto di riferimento per il territorio. A seguire sono previsti gli interventi dei rappresentanti degli enti locali e regionali.

Subito dopo l’apertura del nuovo anno accademico sarà inaugurata la mostra dedicata a Fabio Mauri e allestita sia presso il Foyer del Teatro che nel nuovo padiglione che sarà inaugurato contestualmente all’esposizione. La mostra, sostenuta dalla Fondazione Carispaq, racconta il rapporto ventennale tra l’artista e l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. All’interno del Teatro dell’Accademia sono raccolti documenti, manifesti, il plastico del teatrino, scenografie, costumi di Gran Serata Futurista 1909-1930, performance realizzata il 4 giugno 1980 al Teatro comunale dell’Aquila con la regia di Giancarlo Gentilucci (docente e regista delle performance di Mauri all’Aquila) e, per la prima volta, sono proiettati i filmati che documentano la versione aquilana dell’opera; quella romana del 1982 accompagnata da un’intervista all’artista, e la versione milanese, sempre nel 1982 (della versione del 1986 a Venezia non esistono filmati ed è da questa data che l’opera non è stata più rappresentata).

Nel Nuovo padiglione dell’Accademia, inaugurato per l’occasione e intitolato a Fabio Mauri, la mostra prosegue attraverso tre sale. Nella prima sono esposti documenti inerenti all’attività di docente di Mauri (telegrammi, testi scritti) e all’attività artistica specificamente aquilana; le tesi degli studenti seguite in prima persona da Mauri e una selezione degli scritti dell’artista rivolti ai suoi studenti. Alle pareti prendono posto opere realizzate, ispirate o legate all’attività didattica, come il ricamo Corso di filosofia dell’estetica; il bozzetto e il video della nota performance del 1971 Che cosa è il fascismo, riproposta nel 1994 al Forte Spagnolo dell’Aquila con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila; tre lavori dal ciclo Ricostruzione della memoria a percezione spenta; la registrazione video di Che cosa è la filosofia, Heidegger e la questione tedesca, concerto da tavolo: performance presentata per la prima volta nel 1989 all’Aquila, presso lo Studio d’Arte Quarto di Santa Giusta curato da Enrico Sconci. Chiudono la prima sala Scuola: un piombo bidimensionale, che fa parte dell’installazione Studenti (1992), non realizzata all’Aquila ma che fa esplicito riferimento al lavoro in accademia, e le fotografie della performane Zaire (1995), che ha per tema la pietas religiosa. La seconda sala ospita il grande plastico della mostra antologica tenuta da Fabio Mauri a La GNAM-Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, che racconta tutta l’attività dell’artista dalla metà degli anni cinquanta fino al 1994, nonché il video girato per questa importante occasione istituzionale. Nella terza sala è infine ricostruita fedelmente l’installazione ambientale Celestino V, una storia moderna, allestita dall’artista nel castello aquilano nel 2000, in occasione della rassegna Annuale 2000 – Lo scandalo dello Spirito, organizzata da Enrico Sconci e poi riproposta nel 2007 in occasione della Perdonanza Celestiniana 2007 presso il Muspac-Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea dell’Aquila. L’installazione si compone di ventuno citazioni tratte dai Vangeli, uno schermo monocromo del 1970 con, al centro, una croce spezzata. Il lavoro sintetizza le riflessioni sul tema della spiritualità e della religiosità, presenti in modo più o meno esplicito anche in lavori e scritti precedenti dell’artista ma che qui assumono compiutezza immersiva ed emotiva.

 

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