L’Aquila, la scuola Mazzini ricorda l’alunna Sofia Marrelli scomparsa un anno fa

di Redazione | 07 Maggio 2021, @06:05 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Le lacrime dei suoi compagni, le loro parole, il suo ultimo disegno. E un alberello dai fiori rosa che crescerà nel suo ricordo. E’ passato un anno dalla scomparsa di Sofia Marrelli, portata via a soli 11 anni, il 7 maggio del 2020, da una leucemia fulminante. Una tragedia che gettò nello sconforto il mondo della scuola: Sofia frequentava la prima media alla Mazzini e la madre, Angela Indelicato, era un’insegnante del Liceo Cotugno.

Ieri all’interno del cortile della Mazzini si è svolta una toccante cerimonia, nella giornata dedicata a Sofia, alla presenza della mamma Angela, del papà Enrico, della sorellina Carla e del fratellino Pietro, circondati dall’abbraccio dei compagni di classe, dei suoi insegnanti e della dirigente scolastica Monia Lai, affiancata dal collega Marcello Masci. “Un anno esatto che Sofia non è più con noi. Il suo è un vuoto forte”, ha sottolineato la preside Lai, “che tutti coloro che l’hanno conosciuta ancora avvertono. Il vuoto della perdita, della separazione che vogliamo oggi provare a superare attraverso la pienezza del ricordo e del ritrovarsi in lei”. A parlare di Sofia, del suo candore, del suo sorriso coinvolgente, della gioia che sapeva trasmettere, sono stati i suoi amici, quei compagni della classe 1D, che le hanno regalato pensieri e cuori. La targa che la ricorda, accanto all’alberello fiorito piantumato in un’aiuola della scuola, è stata scoperta dalla sorella Carla e dal fratello Pietro. L’ha voluta salutare con parole toccanti anche la sua insegnante di Lettere Alessandra Bizzini. La commozione ha toccato tutti, quando la mamma Angela ha invitato i compagni a chiamarla, a parlare con lei, a sentire Sofia ancora vicino a loro.

“Oggi ricordiamo Sofia”, ha aggiunto la preside Lai, “cercando ancora una volta di dare un senso a un evento che ci continua a lasciare sospesi, interdetti, doloranti, perché se la vita esiste per essere vissuta, non può interrompersi in giovanissima età. Ma ciò avviene. Lo faremo con una preghiera. Lo faremo stringendoci in un abbraccio distanziato, ma non meno caloroso, per sostenerci a vicenda, e soprattutto per sostenere la sua famiglia. Lo faremo con le lettere scritte dalle sua compagne, perché Sofia continua a vivere nei loro cuori. Lo faremo dedicando a lei questo albero. Lo faremo dedicando a lei un’incisione speciale. Lo faremo con un saluto rinnovato da parte della sua insegnante Bizzini. Lo faremo attraverso l’ultimo disegno di Sofia, arricchito simbolicamente dai cuori dei suoi compagni”.


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