L’Aquila, la pausa pranzo ai tempi del Coronavirus: se non puoi andare al ristorante è lui che viene da te

di Mariangela Speranza | 19 Marzo 2020 @ 06:27 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – I ristoranti e i bar sono tra le categorie più colpite dalla crisi Coronavirus e, tra il grande calo dei consumi prima e la chiusura per i decreti del Governo poi, stanno vivendo una fase di grandi difficoltà. Ma se qualcuno ha deciso di fermare del tutto la propria attività, c’è anche chi cerca di resistere grazie alle consegne a domicilio, in molti casi senza limiti di quantità e con spedizione gratuita.

Anche all’Aquila, dove la tavola calda La Boiserie, situata in via Vetoio a Coppito, ha deciso di mettere a punto il servizio di food delivery per l’ora di pranzo, proprio per arginare i danni della gigantesca quarantena a cui tutta l’Italia è sottoposta e scongiurare quindi la chiusura. 

“Ci siamo messi in moto nei giorni appena successivi ai decreti – spiega a L’AquilaBlog il titolare Gianluca Scarsella -. Adesso ci occupiamo esclusivamente di food delivery, ma da 8 dipendenti, in pochi giorni siamo passati a 3 e anche il fatturato ha subito un calo di quasi il 100 per cento. Cerchiamo di tenere duro e, per quanto possibile, di continuare a lavorare, nonostante la profonda crisi in corso stia colpendo anche noi e i nostri affari”.

Una fotografia attuale vede infatti un netto e importante calo per tutto il settore della ristorazione, con l’attuale normativa che consente a locali e bar l’apertura “dalle 6 alle 18, con obbligo, a carico del gestore, di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. Pena la sospensione dell’attività.

Un provvedimento che obbedisce di certo alla necessità di contenere una situazione di emergenza, scoraggiando la frequentazione di luoghi affollati, ma che ha spinto molti titolari, come lo stesso Scarsella, a doversi reinventare mettendo a punto servizi che permettessero all’attività di “andare incontro ai tanti lavoratori che non possono avvalersi dello smartworking e che quindi devono per forza di cose ricorrere al food delivery”.

“Di questi tempi – afferma – tante persone sono purtroppo costrette a doversi recare a lavoro nonostante l’emergenza sanitaria. Tra questi, farmacisti, medici, infermieri ma anche tanti impiegati d’ufficio che, non potendo approfittare della pausa pranzo per uscire e magari andare a mangiare presso il proprio ristoratore di fiducia, preferiscono chiamarci e ordinare direttamente da noi”.

La preparazione dei piatti e la consegna avvengono in questo caso in tutta sicurezza e attuando ogni precauzione del caso, sia per la tutela dei dipendenti che per quella degli utenti, che possono quindi tranquillamente ordinare  il proprio piatto preferito e gustarlo in pausa pranzo.

 


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