L’Aquila, Italo Soncini (Aura) su Pnrr ambiente: “L’efficacia passa da digitalizzazione”

di Redazione | 24 Maggio 2021 @ 13:04 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Italo Soncini, presidente di Aura all’I-Week: “investimenti in Raee scelta strategica, serve collaborazione pubblico-privato”

Il Pnrr ha destinato 68,6 Miliardi alla transizione ecologica, il più rilevante tra gli stanziamenti previsti. Di questi, circa 1 miliardo è destinato al trattamento dei RAEE con l’obiettivo di incentivare il riuso dei beni ed il recupero dei materiali (le cd materie prime seconde): Ecco una scelta importante per un settore strategico!”

Lo ha detto il Presidente di AURA e Managing Director di Alvarez&Marsal Italo Soncini, nel suo intervento nel corso dell’#IntelligenceWeek, la sei giorni di dibattiti dedicata ai temi dell’innovazione digitale e al confronto tra Istituzioni, imprese e mondo dell’informazione sul futuro dell’Italia, di cui Consenso Europa è partner.
“Per cambiare l’impatto ambientale dei RAEE”, ha continuato Soncini “i fondi investiti del PNRR devono incidere sul design del prodotto, rendendo facile e conveniente la riparazione; devono cambiare la cultura del consumatore, abituandolo al riuso di ciò che è funzionante; e fare un upgrading dell’impiantistica del trattamento RAEE, affinché si recuperi la percentuale massima di materie prime dall’apparecchio elettronico; in questo modo si eviterà di ferire nuovamente la terra aprendo nuove miniere.”

Ma non basta: “Affinché i fondi del PNRR siano efficaci nel cambiamento ecologico è però necessario semplificare il processo autorizzativo dell’ampliamento o apertura di nuovi impianti RAEE; lanciare una reale e fattiva collaborazione fra pubblico-privato per l’integrazione della gestione del rifiuto, dalla raccolta, alla logistica eco-sostenibile ed al trattamento del RAEE; e introdurre una concreta digitalizzazione di progettualità, realizzazione e gestione della innovativa/performante infrastruttura per il trattamento RAEE.”

“Senza digitalizzazione – ha sottolineato Soncini – si rischia di non rendere efficaci gli investimenti e di non massimizzare le performance ambientali degli impianti. Occorre quindi creare una nervatura digitale da apporre o meglio integrare ai macchinari attuali affinché la pianificazione, il monitoraggio ed il controllo dell’output siano in grado di aumentare i punti % di recupero del materiale RAEE, riducendo nuove estrazioni ed abbattendo gli smaltimenti.
Così – ha concluso – grazie ad investimenti e digitalizzazione, l’Italia potrà diventare un importatore di RAEE avendo l’opportunità di dare una nuova vita al rifiuto.”


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