di Laura Giancola – Al via ieri, presso la sede del Dipartimento di Scienze umane, della due giorni dedicata all’innovazione e alla digital transformation, evento organizzato dall’associazione Start-up L’Aquila e patrocinata dal Consiglio regionale d’Abruzzo, dalla Fondazione Carispaq, dall’Università dell’Aquila, dall’Assessorato alla Digitalizzazione del Comune dell’Aquila e da Confindustria L’Aquila-Abruzzo interno.

Giovani menti e professionisti di grande caratura sono stati all’opera, e lo saranno anche oggi dalle ore 9.30 nella stessa sede, per avvicinare la città ad una vision produttiva tutta nuova, affinché non resti immota e sappia, quindi, tradurre le sue molteplici criticità in iniziative al passo con i tempi. In particolare si analizzeranno, in un programma intenso e costellato di personaggi influenti a livello locale, nazionale ed internazionale, gli effetti che innovazione e digital possono produrre sul mercato del lavoro, spaziando per i campi più disparati, sino anche alla paratletica e agli e – sports.

Di particolare interesse, a livello specificatamente locale, l’intervento in apertura di Roberto Aloisio, ricercatore del GSSI, il quale ha annunciato il lancio, in autunno, di una versione completamente rivista di OpenData, il portale che raccoglie ed elabora dettagliatamente dati pubblici in merito alla ricostruzione e all’utilizzo dei fondi stanziati: “è stata fatta una mappatura, tramite un volo di droni, di ogni palazzo del comune, ricostruito in 3D: si pubblicheranno mappe relative all’insolazione dei tetti, informazione rilevante per chi volesse installare dei pannelli fotovoltaici, e relative al flowing […] stiamo escogitando, inoltre, un modo per prevedere la possibilità di valanghe, basandosi sulla quantità di neve caduta”.

E non è finita qui: “Lavoriamo per mettere a punto un modello digitale molto accurato del sottosuolo aquilano, quello più studiato a livello geologico per via del sisma. Abbiamo prodotto delle simulazioni numeriche di terremoti, grazie alle quali l’utente, tramite il portale, potrà scegliere il tipo di terremoto e potrà sapere che forma di spostamento esso possa produrre nel sottosuolo di ciascuno dei 22.000 palazzi della mappa regionale. Il fine è quello di aumentare la conoscenza e la consapevolezza del territorio, sia per la sicurezza, sia anche per costruire, in base a questa conoscenza, una città nuova”.

Un’iniziativa come quella di Innova manet, quindi, non può che assumere un valore divulgativo particolarmente strategico in una città che ancora stenta ad esprimere a pieno le sue potenzialità e ad ampliare i propri orizzonti: “la politica spesso tende a proporre realtà aziendali e concezioni ormai decotte – ha esordito Roberto Santangelo, vicepresidente del Consiglio regionale e coorganizzatore dell’evento – si pensi al polo elettronico, per la cui sopravvivenza sono stati stanziati milioni di euro […] bisognerebbe piuttosto investire pochi soldi in idee innovative […] la pubblica amministrazione può credere in questi progetti.”

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