di Maria Cattini – Per parafrasare una metafora amata in città, L’Aquila, più che tornare a volare, sta precipitando in caduta libera verso il baratro. O almeno verso il fondo della classifica della qualità della vita nei capoluoghi di provincia italiani che il Sole24ore certifica ogni anno. La nostra città è finita al 77mo posto su 110 città monitorizzate, perdendo sette posizioni in un solo anno. Ossia l’anno in cui il PD ha preso il controllo di tutta la filiera politica e amministrativa della Regione nonché della città (ma quella la possedeva da anni).
Anche il nostro leader Massimo, il sindaco Cialente, ha dovuto capitolare e, calato dalla bici e tolto il caschetto che lo faceva sembrare un personaggio dei Sturmtruppen di Bonvi, non promette più di trasformare L’Aquila in una città di “almeno 85 mila abitanti”.  Ve lo ricordate quattro anni fa mentre raccontava a “RadioBici” le sue visioni per il nostro futuro? Probabilmente no. Anche perché nella città dominata dalla triade del PD, certe cose è meglio dimenticarle in fretta. Ed infatti lo hanno dimenticato presto anche lo stesso Sindaco Cialente e il vice Presidente della Giunta regionale Giovanni Lolli che, una decina di giorni fa, si sono presentati come due che erano lì per caso, all’inaugurazione dell’anno accademico 2015-2016 del GSSI all’Auditorium di Renzo Piano. Cialente, davanti agli scienziati e ai ricercatori provenienti da tutto il mondo, sperando che ignorassero chi fosse, l’ha voluta cantare chiara:”L’Aquila rischia di diventare un centro di 30 mila abitanti”.
Dopo qualche secondo di imbarazzo, qualcuno deve aver rassicurato gli scienziati:” Tranquilli, le spara sempre così. Solo due anni fa diceva che L’Aquila rischiava di diventare come Pompei. Vuol dire che stiamo migliorando…e comunque almeno gli esimi colleghi di Abruzzo Engineering sono stati belli che sistemati in Regione”.
In attesa delle nozze del millennio tra la Senatrice e il suo Gnocchetto, che saranno un valido volano per l’economia e il turismo del territorio – sicuramente più dell’aeroporto di Preturo e della costituenda nuova Abruzzo Film Commission- non rimane che consolarci con l’inaugurazione del nuovo stadio dell’Acquasanta… no, dimenticavamo: anche quello è colpito da una maledizione dei soliti gufi e rosiconi e adesso pure il CONI ha aperto un’inchiesta per sapere come è possibile che dopo trent’anni e centinaia di milioni non se ne esca ancora fuori.
Ah! Se tra tutti quei noiosi scienziati del GSSI ci fosse stato almeno uno capace di togliere il malocchio al nostro impareggiabile sindaco!

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