L’Aquila, il cordoglio per Attilio Cecchini. Biondi: “Profondo rammarico”

di Redazione | 05 Gennaio 2021 @ 16:55 | CRONACA
cecchini
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L’AQUILA – “Ho appreso con profondo rammarico la notizia della scomparsa dell’avvocato Attilio Cecchini. Una perdita che colpisce gravemente tutta la nostra comunità”.

Sono le parole del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.
“Oggi la città dell’Aquila perde uno dei suoi figli più cari. – ha proseguito Biondi – L’avvocato Attilio Cecchini era apprezzato e stimato per le sue doti umane e professionali. Vero e proprio principe del foro, ha legato il suo nome alla storia del capoluogo d’Abruzzo. La primavera scorsa aveva compiuto 95 anni, sempre in piena attività, instancabile e appassionato. Come avvocato aveva legato il suo nome ad alcuni dei più noti processi dell’ultimo trentennio, con una vasta eco mediatica. Agli inizi degli anni Novanta era stato tra i protagonisti di una lunga epopea giudiziaria legata agli arresti eccellenti, che colpirono il cuore della politica abruzzese, riportando clamorosi successi nella sua difesa, condotta con formidabile competenza ed eccezionale intuito. Lo ricordiamo anche per il suo ruolo chiave nel processo Peruzza, uno dei casi più controversi e drammatici della cronaca nera di quegli anni, il cosiddetto ‘delitto di Balsorano’. Negli anni più recenti si è occupato del processo ‘Grandi rischi’, dopo il sisma del 2009, e, come difensore di parte civile, a quello per il crollo della Casa dello Studente. Attilio Cecchini, tuttavia, non è stato solo un grande avvocato, ma anche un valente giornalista, firma di autorevoli organi di informazione, come ‘La voce d’Italia’ e ‘Paese sera’, distinguendosi per analisi di grande coraggio e intelligenza politica, come corrispondente dal Venezuela, dove visse diverse per anni. ‘Giornalista di razza e principe del foro’, come la ha definito il giornalista Angelo De Nicola nel libro che ne ricostruisce la biografia, l’avvocato Cecchini lascia un vuoto incolmabile e un ricordo indelebile. Ai suoi cari, alla figlia, le condoglianze a nome della municipalità e mio personale”.

Oltre al sindaco ed al presidente del Consiglio comunale Roberto Tinari c’è il il messaggio di cordoglio di Stefania Pezzopane, deputata Democratica, per la scomparsa dell’Avvocato Attilio Cecchini: “Colpisce forte – scrive la Pezzopane – la perdita dell’Avvocato Attilio Cecchini, era una personalità davvero speciale. La sua morte ci priva di una mente aperta come poche, una figura di grande autorevolezza, una persona unica, per la sua storia straordinaria ed avventurosa, per il suo carisma, per la sua umanità e professionalità. Lo ricordo con emozione in una delle ultime occasioni pubbliche all’Emiciclio con l’Ordine degli Avvocati di cui era un decano ed un leader. I suoi 95 anni sprizzavano energia, le sue  storie erano appassionanti, grazie ad una giovinezza vissuta tra Italia e Venezuela, nel giornalismo d’inchiesta, a raccontare la difficile vita degli italiani in America Latina e seguendo per Paese Sera i paesi dell’America Latina. Quando torna in Italia, torna a L’Aquila per occuparsi per decenni di centinaia di casi, tra cui alcuni assai importanti ed eclatanti. Cominciai a seguirlo proprio in occasione del delitto Capoccitti, ricordo quanto rimasi colpita da come difendeva Michele Perruzza, da tutti considerato un mostro. Ricordo in particolare un sua intervista al tg3 assai coinvolgente: un caso di cronaca che scosse  il paese e che ancora oggi, grazie anche alle sue interviste e testimonianze, tiene aperti scenari inquietanti.  Cose e fatti raccontati egregiamente dal giornalista Angelo De Nicola, grazie al quale, molte cose sappiamo ed abbiamo potuto conoscere in questi anni della vita e delle intraprese dell’avvocato e giornalista Attilio Cecchini. Anche il suo impegno politico, alle elezioni comunali a capo di una coalizione civica, va ricordato con grande ammirazione, perché fu espressione di un autentico ed appassionato civismo in una fase di difficile passaggio tra la prima e la seconda repubblica. E dopo il terremoto era nelle aule di giustizia al fianco delle famiglie delle vittime del 6 aprile, in processi complessi in cui lui si spese con grande forza e dignità. Una forte personalità, un avvocato di primo piano, un uomo gentile, un gran signore di cui si percepiva, al primo istante, l’ autorevolezza. L’Aquila soffrirà enormemente questa perdita.”  

Il ricordo di Goffredo Palmerini

GRAZIE, DON ATTILIO !
Ci eravamo abituati alla tua vitalità, caro Don Attilio. La tua età, 95 anni, era bugiarda rispetto alla giovinezza elegante della tua Persona, alla sapienza del tuo pensiero giuridico, alla ricchezza della tua Cultura, alla freschezza della tua ironia, all’amore per tua (nostra) Città, al valore del tuo impegno civile. E all’eclettismo della tua vita intensa come emigrato in Venezuela, fondatore di un giornale baluardo nella difesa degli italiani e giornalista dalle stupefacenti risorse. Come la feconda esemplarità della tua professione forense, riconosciuto principe del foro, ricca di generose battaglie giudiziarie. Queste cose a meraviglia le ha raccontate Angelo De Nicola nel suo libro “Don Attilio Cecchini”, diventato un cult, a testimonianza dell’affetto e dell’ammirazione che tutti gli Aquilani, e non solo, hanno avuto verso di Te.
Ho scelto queste foto tra le altre che avrei potuto trovare perché raccontano di un evento a Villa Sant’Angelo, nel quale fosti il protagonista, da un lato perché si parlò del tuo libro e della tua vita, con una presentazione e una a lettura scenica in musica. Quella magnifica serata finì in una magnifica conviviale di solidarietà, per aiutare il martoriato popolo del Venezuela. In quella occasione avesti la sorpresa di trovare là, in quel Centro polivalente intitolato a Gaetano Bafile (con te e con Mons. Ernesto Scanagatta fondatore del giornale La Voce d’Italia), Mauro Bafile, oggi direttore di quel giornale di Caracas e figlio di Gaetano, che rincontrerai nell’immensità del Cielo insieme agli altri tuoi cari, in primis la tua amata moglie Livia.
Ti sono grato, caro Don Attilio, per l’amicizia e la confidenza che mi hai voluto regalare, per me un dono inestimabile e prezioso, dal 1994 quando fosti candidato Sindaco dell’Aquila ed io ero capolista del Partito Popolare, che sosteneva la tua candidatura. Andò come andò, sfiorando la possibilità del ballottaggio, anche se dopo hai sempre affermato che per te fu meglio così. Ti conobbi da vicino in quel mese di campagna elettorale, che facemmo ogni giorno insieme girando ogni angolo del territorio comunale. La passione e la lungimiranza del tuo pensiero politico, la visione del futuro della città lucida ed originale furono per me una scuola, pur venendo già da un’esperienza di tre mandati. Fu anche quella una straordinaria occasione che mise in luce la tua passione civile, il tuo grande amore per L’Aquila.
La tua dipartita ci rattrista, ma il tuo esempio ci illumina. Altri illustreranno le tue virtù civiche e professionali, certamente meglio di me. Questa mia piccola testimonianza, mossa dalla commozione, vuole essere un tributo sincero di stima, di ammirazione, di affetto e soprattutto di gratitudine per il cristallino esempio etico, professionale, civile e culturale che hai donato con la tua testimonianza di vita, in ogni aspetto della sua ricca dimensione. Resteranno esempio luminoso la tua signorilità e la tua gentilezza. Il patrimonio morale che lasci a ciascun Aquilano è un’eredità significativa e duratura, cui ciascuno potrà fare riferimento. Della tua generosità e dei segni di solidarietà ho trovato tracce rilevanti anche in Bolivia. Di questo grande patrimonio morale e affettivo, professionale e sociale, della straordinaria tua umanità, potrà andare sempre fiera ed orgogliosa la tua amata figlia, che ha conosciuto – lei più di tutti – la vastità e la profondità del tuo Amore per la famiglia e per il prossimo. Che la terra ti sia lieve.
 

“Se ne va una delle figure più carismatiche e rappresentative della nostra città, una persona leale e garbata, un prestigioso avvocato, un politico coerente. Di Attilio Cecchini ricordiamo l’intelligenza arguta e la brillante ironia, esercitata sempre con benevolenza e positività, unitamente a quel grande bagaglio di idee, valori e autorevolezza che lo hanno sempre contraddistinto. La speranza è che la città lo ricordi davvero come merita, facendo propri la grande eredità culturale e il fulgido esempio di moralità che ci ha lasciato. Nel giorno della scomparsa il pensiero affettuoso e il nostro abbraccio di cordoglio giungano sentitamente alla famiglia”. Così Il Gruppo consiliare, Il Presidente e gli associati de “Il Passo Possibile”.

 


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