L’Aquila, il “chiasso” notturno fa discutere. Che fine ha fatto il Piano del rumore?

di Alessio Ludovici | 28 Giugno 2022 @ 06:00 | AMBIENTE
piano del rumore
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L’AQUILA – Con il ritorno della bella stagione si intensificano in centro i problemi di gestione del rumore e del chiasso legati alla fruizione del centro da parte degli aquilani, aggravate da un uso spesso allegro di musica annessa ai locali e alle loro ormai consuete proiezioni su suolo pubblico. Oltre al buon senso di chi frequenta qualsiasi luogo della città, a regolamentare e trovare un equilibrio tra le esigenze di residenti e di qualsiasi attività, non solo quelle ludiche, dovrebbe esserci il Piano di Classificazione acustica di cui però si sono perse le tracce.

Nello scorso autunno, infatti, la Giunta comunale aveva avviato l’iter, con una propria delibera, per dotarsi di questo importante strumento di pianificazione, un passo importante che era stato anche richiesto da associazioni e gruppi di cittadini in un più recente passato.

“In base alla legge regionale di riferimento – avevano commentato Biondi e l’assessore all’Ambiente Fabrizio Taranta – il territorio comunale sarà suddiviso zone acustiche omogenee tenendo conto, sulla base di quanto previsto dall’attuare Piano regolatore, anche delle aree di rilevante interesse paesaggistico, ambientale e turistico e definendo, per ogni zona, sia gli obiettivi di qualità sia i limiti acustici di emissione ed immissione a cui riferirsi”.

L’obiettivo principale del piano è infatti la definizione dei valori limite degli indicatori di rumore ambientale su tutto il territorio comunale, non solo sul centro storico. 

Conseguentemente, a gennaio di quest’anno, il settore Protezione civile del Comune, ha  approvato e pubblicato un avviso di “manifestazione di interesse per l’affidamento del servizio relativo alle attività di redazione del piano di classificazione acustica comunale e degli atti correlati”.
Una gara, con un importo complessivo a base di gara di quasi 37mila euro, di cui non si è saputo più nulla. Difficile, o impossibile, che il Comune riesca a definire lo strumento per la fine dell’estate, state il corpo iter che prevede tra le altre cose la redazione di un quadro conoscitivo preliminare, l’analisi e zonizzazione dello stato di fatto, l’analisi previsionale del territorio e zonizzazione dello stato di progetto e, quindi, la zonizzazione definitiva. 


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