L’Aquila, il cantiere del Duomo: dopo 13 anni alla Cobar S.p.a. i lavori per 18milioni di euro

di Alessio Ludovici | 05 Ottobre 2022 @ 17:39 | ATTUALITA'
Il Papa all'interno del Duomo dell'Aquila
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Aggiudicati provvisoriamente, in attesa delle consuete verifiche e di eventuali ricorsi, alla Cobar Spa – Costruzioni Barozzi Spa i lavori di ristrutturazione della Cattedrale di San Massimo e San Giorgio, il Duomo della città, tra i lavori più attesi del dopo sisma aquilano. Con un ribasso del 15% il gruppo pugliese si è aggiudicato l’intervento con un’offerta economica di 18milioni e 500 mila euro e spicci, superando altri dieci gruppi concorrenti e tra questi anche quelli di alcune realtà aquilane come la Costruzioni Iannini S.r.l. e la Scimia Arte e Costruzioni S.r.l. La stazione appaltante era il Segretariato Regionale MiC per l’Abruzzo guidato da Federica Zalabra, in sella alla struttura dallo scorso 7 marzo.

L’apertura delle buste da parte della commissione era cominciata lo scorso luglio. Decisivo per l’aggiudicazione è stato il punteggio tecnico in cui la Cobar S.p.a. si è aggiudicata il punteggio massimo previsto dal bando. Sempre grazie al punteggio tecnico il gruppo pugliese aveva vinto anche l’altra grande commessa pubblica del centro storico cittadino, per un valore di circa 16 milioni, ossia il primo lotto di lavori del cosiddetto Quarto cantone, quello del Convitto.

Siamo quindi all’ultimo step prima dell’inizio del cantiere della cattedrale, quel Duomo che affaccia sull’omonima piazza e che andrà a completare, ma ci vorranno anni, il grande aggregato – i cui lavori sono ormai conclusi – che comprende vescovado, biblioteca e sagrestia. L’intervento sulla cattedrale prevede un unico lotto diviso in due stralci operativi di mille giorni lavorativi ciascuno e alla gara si è arrivati all’esito di una lunghissima e complessa fase progettuale che ha visti coinvolti anche la Soprintendenza ABAP per le province di L’Aquila e Teramo e l’Arcidiocesi dell’Aquila.

Un iter a cui anche la recente visita del Papa dello scorso 28 agosto ha dato probabilmente simbolicamente un input non indifferente. Accolto dalla emozionata folla di Piazza Duomo, Papa Francesco lo scorso 28 agosto, prima di celebrare l’Angelus e l’apertura della Porta Santa a Collemaggio, volle entrare personalmente (foto) nel cuore della Cattedrale ancora martoriata dalle ferite del sisma e ancora in attesa di diventare un cantiere della ricostruzione.

La sfida del restauro del Duomo

“I lavori di restauro strutturale e architettonico – si leggeva nel bando del Segretariato – hanno il duplice fine di restituire l’originaria completezza e unitarietà della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio e migliorarne la risposta a sollecitazioni sismiche, proponendo interventi quanto più possibile compatibili, appropriati, reversibili, distinguibili, di impatto più contenuto possibile, nel rispetto dei principi del restauro critico.”
“Il gravissimo stato di degrado in cui versano diverse aree del monumento – degrado accentuato dall’esposizione diretta agli agenti atmosferici, che ha determinato la perdita di molti apparati decorativi- richiede l’esecuzione di rilevanti interventi strutturali, con ricostruzione di ampi brani murari, in modo da consentire la piena, completa reintegrazione delle grandi lacune aperte dal sisma nel corpo dell’originaria struttura. Tali interventi dovranno essere realizzati nel rispetto dei materiali, delle tecniche e delle tipologie costruttive, con recupero più ampio possibile delle volumetrie e degli elementi plastici preesistenti.”


Print Friendly and PDF

TAGS