L’Aquila, il ‘Battesimo di Costantino’ esposto a Lucca

di Laura Di Stefano | 18 Luglio 2022 @ 06:16 | CULTURA
battesimo di Costantino baccio ciarpi
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L’AQUILA – Anche un dipinto aquilano, “Il Battesimo di Costantino”, nella mostra “I Pittori della Luce”, a cura di Vittorio Sgarbi, esposto a Lucca, fino al 2 ottobre 2022. 

Dall’8 dicembre Lucca ospita negli spazi della Cavallerizza di piazzale Verdi una mostra capace di raccontare, attraverso alcuni capolavori del Seicento, il ruolo della luce nella pittura da Caravaggio, il primo regista della storia dell’arte, fino a Pietro Paolini, protagonista lucchese delle più importanti tematiche estetiche della nuova scuola naturalistica.

Circa 100 opere – provenienti da musei italiani e esteri, dalle Diocesi, oltre che da prestigiose collezioni private e internazionali – dei numerosi pittori che, per tutta la vita, hanno inseguito Caravaggio, lo hanno incontrato, qualcuno forse superato, o addirittura per certi aspetti anticipato. Sono i luministi, chiamati qui “i Pittori della Luce”, perché in tutte le loro opere è la luce la vera protagonista. Viva, imprescindibile, innovativa. 

Tra le splendide opere è esposta la tela raffigurante “Il Battesimo di Costantino”, opera del 1612 di Baccio Ciarpi (Barga 1574 – Roma 1654), proveniente dalla chiesa aquilana di San Silvestro, uscita miracolosamente indenne dal sisma del 2009. 

Lo storico dell’arte aquilano Gianluigi Simone ha pubblicato il suo contributo nel catalogo della mostra, oltre alla biografia del maestro e le altre opere a lui attribuite presenti in città, descrive con perizia di particolari la tela con le sue peculiarità:

“Il fascio di luce che illumina i personaggi più importanti dà forma ad una composizione chiaramente diagonale, ma resa articolata dai tanti figuranti posti in secondo piano e, al vertice, dall’apparizione dei SS. Pietro e Paolo” 

“Il fanciullo – che sorregge la corona dell’Imperatore Costantino e rivolge gli occhi direttamente allo spettatore – funge da sprecher, mediatore tra la scena in atto e il riguardante, catturando così l’attenzione dei fedeli e stimolandone l’immedesimazione nelle vicende rappresentate. La resa lenticolare dei ricchi paramenti liturgici o i virtuosistici riflessi corruschi del bacile metallico in primissimo piano introducono note di persuasivo naturalismo. Stando alla “Lettera diretta dall’Aquila al Marchese don Luigi De Torres in Roma, dal suo nipote Marchese Ferdinando De Torres, con memoria da servire alla storia delle Belle Arti della città dell’Aquila e dintorni”, nel dipinto vi sarebbero diversi cripto-ritratti: “il volto del San Silvestro è di Paolo IV; quello dei cardinali assistenti (è) dei due nipoti cardinali di detto papa, de’ quali uno fu strangolato; e quello di Costantino è l’effigie dell’infelice conte di Montorio, fratello de’ secondi e nipote del primo”.

 


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