L’Aquila: gli incendi dimenticati e i volontari estromessi

di Redazione | 02 Agosto 2020 @ 13:40 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – In merito alla decisione del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, con un’ordinanza, di limitare l’apporto dei volontari per il contenimento degli incendi ancora in atto nella zone periferiche dell’Aquila, raccogliamo la riflessione di Alessandro Tettamanti pubblicata su facebook.

Non sono il solo a pensare che gli sviluppi degli incendi in corso nei quartieri di Pettino e Cansatessa, a L’Aquila, siano stati almeno in parte sottovalutati.

La mia impressione è che a forza di avere paura di correre rischi per intervenire anche con l’utilizzo di volontari guidati dai Vigili del fuoco, la montagna la stiamo osservando lentamente bruciare… Qualcosa che non era successo nel 2007, quando, sempre a L’Aquila, aveva preso fuoco il bosco di San Giuliano.

Come abitanti di queste zone dovremo pure prenderci qualche rischio per contribuire ad arginare il fuoco che minaccia le nostre case. Anche perché, oltre a gli sforzi di chi è già in campo, non è che stiamo assistendo ad un arrivo in massa di forze specializzate.

Eccerto avremmo dovuto farlo molto meglio prima, con la cura del sottobosco, una strategia anti incendio, l’addestramento per le emergenze e una generale cultura della montagna.

Eppure il sindaco dell’aquila Pierluigi Biondi ha firmato nel pomeriggio un’ordinanza che vuole scoraggiare l’intervento dei volontari.

Quando gli stessi, coordinati dai Vigili del Fuoco, sono stati molto importanti sia nella giornata di ieri che in quella di oggi, mentre si è impedito loro nel pomeriggio di intervenire più ad Est nel quartiere di Pettino bloccando gli accessi alla montagna.

Nessun intervento da terra su quel versante, è stato messo in campo nel pomeriggio. L’incendio in quella zona evidentemente è stato reputato secondario e praticamente ignorato nella seconda parte della giornata dalle forze anti incendio.

Ora preoccupano, oltre il fumo nella parte alta del quartiere di Cansatessa, proprio le fiamme che lentamente scendono da Monte su Pettino, più ad Est.

Non si può escludere la necessità di evacuazioni. Una linea di vigili del fuoco con il loro moduli è presente nella parte alta del quartiere e monitora la situazione

Eppure le fiamme nel fitto bosco di Monte Pettino sono state spesso basse, coinvolgendo durante il giorno per lo più il sottobosco.

Di mattina, in quella zona, c’è stata una buona collaborazione tra un gruppo di volontari e una squadra di vigili del fuoco che li dirigeva. Uno dei tanti paradossi di questa emergenza voleva che i Vigili richiedessero più volontari muniti di pale su quella linea di fuoco, mentre, sotto, le altre autorità bloccavano i volontari che accorrevano.

Sarebbe forse il caso di concertare tra tutte le autorità un modo di reclutamento di chi, in buona salute, si mette a disposizione per aiutare le squadre a fronteggiare il fuoco, in modo da aumentare le risorse in campo. Anche perché se la situazione peggiorerà – come accaduto nel principio di questa storia – non ci sarà scelta.

Durante il giorno è stata ampliata la linea tagliafuoco in direzione ovest, verso Cansatessa e nel tardo pomeriggio c’è stato un forte utilizzo nella medesima zona di canadair, lì dove il fuoco è arrivato più vicino alle abitazioni e ora c’è maggior fumo.

I punti del piazzale presso il ristorante Acquarium e quello del Piazzale sopra Via Francia prima dell’accesso alla montagna, sono diventati naturalmente dei punti di riferimento per la popolazione, i volontari o chi vuole lasciare acqua e risorse per loro.


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