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L’Aquila, Giannangeli critica il Consiglio comunale del 9 febbraio

L’Aquila, Giannangeli critica il Consiglio comunale del 9 febbraio
A distanza di circa due mesi dall’ultima seduta, nella giornata di ieri è tornato a riunirsi il Consiglio comunale dell’Aquila, in un clima definito da subito “piuttosto teso” dalla capogruppo de L’Aquila Coraggiosa, Simona Giannangeli.

A distanza di circa due mesi dall’ultima seduta, nella giornata di ieri è tornato a riunirsi il Consiglio comunale dell’Aquila, in un clima definito da subito “piuttosto teso” dalla capogruppo de L’Aquila Coraggiosa, Simona Giannangeli.

Delibere all’ultimo minuto e regolamento disatteso

La seduta è stata preceduta da una conferenza dei capigruppo per ascoltare le lavoratrici e i lavoratori di Aura e da una riunione di Giunta svolta nello stesso orario di convocazione del Consiglio. All’apertura dei lavori, l’inserimento di cinque nuove delibere all’ordine del giorno, aggiunte all’ultimo momento, ha impedito alle consigliere e ai consiglieri di approfondirne i contenuti.

A rendere la situazione ancora più critica, secondo Giannangeli, il fatto che le delibere stessero arrivando in aula senza il preventivo esame nelle commissioni competenti, in aperto contrasto con il regolamento comunale. Una circostanza che ha costretto la maggioranza a fare un passo indietro e a convocare con urgenza una seduta della IV Commissione consiliare per la giornata successiva.

Lo scontro sulla struttura di accoglienza

Dopo un avvio già movimentato, la discussione sull’ordine del giorno presentato da Giannangeli per la realizzazione di una struttura di accoglienza nel Comune dell’Aquila ha fatto emergere, a suo giudizio, nuove contraddizioni nella maggioranza. L’iniziale apertura manifestata dal consigliere e presidente della III Commissione Fabio Frullo è venuta meno dopo gli interventi dei consiglieri Maccarone e Scimia, interpretati come un segnale di disinteresse verso il tema affrontato.

La capogruppo de L’Aquila Coraggiosa chiarisce alcuni punti che, a suo avviso, non sono stati compresi: “La richiesta di una struttura di accoglienza nasce dal dovere istituzionale dei Comuni di tutelare le persone senza fissa dimora. Non riguarda solo le persone migranti, che comunque hanno ugualmente diritto a essere accolte e tutelate in caso di necessità”.

Secondo Giannangeli, una struttura di accoglienza non trasformerebbe L’Aquila “nel campo profughi d’Europa”, ma renderebbe la città “un luogo ancora più accogliente, capace di aiutare con dignità chi è in maggiore difficoltà”. Anche il progetto degli “invisibili”, spesso richiamato dalla maggioranza, viene giudicato insufficiente: “Se ci sono ancora donne e uomini costretti a vivere senza un riparo, significa che quel progetto non riesce a rispondere a tutti i bisogni”.

Per la consigliera, quanto emerso in aula smentisce le dichiarazioni rese durante la seduta e dimostra che l’unico vero ostacolo all’approvazione dell’ordine del giorno è di natura ideologica. Una mancanza di volontà di confronto che, secondo Giannangeli, è stata esplicitamente dichiarata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Leonardo Scimia.