L’Aquila, furto con sfottò e minacce ai militari. Quattro giovani a processo

di Redazione | 21 Febbraio 2024 @ 17:08 | CRONACA
furto con sfottò
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L’AQUILA – “Neppure le pistole puntate addosso quando li abbiamo fermati li hanno scoraggiati dal mantenere un atteggiamento ostile con minacce ai militari; è stato necessario mostrare loro il taser per fargli abbassare la cresta”, così aveva raccontato in aula un brigadiere del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dell’Aquila dopo l’arresto di quattro giovani albanesi (di cui due in Italia da appena una settimana) accusati di furto in un’abitazione.

Uno di loro, come indicato dal quotidiano Il Messaggero, era arrivato anche a “salutare” con la mano a  mo’ di sfottò il proprietario che li aveva sorpresi all’interno. Ora Hamdi Mehmetaj di 25 anni, Silvjo Mehmetaj di19 anni, Risjan Mehmetaj di 22 anni e infine Aurel Myrtaj di 18 anni, residenti i primi tre a Civita di Bagno, l’ultimo al Progetto Case di Bazzano, tutti assistiti dall’avvocato Francesco Valentini, dovranno affrontare il processo visto che la loro versione dei fatti non ha convinto il pm.

L’arresto era nato dalla segnalazione di un tentativo di furto in un’abitazione che aveva portato il proprietario “sbeffeggiato” a ingaggiare con l’auto dei malviventi un inseguimento lungo la statale17, terminato dopo poco data la velocità “altissima” tenuta dai fuggitivi, intercettati poi dai militari della Compagnia all’altezza della stazione di Paganica. Nonostante le pistole dei militari puntate ,i giovani non hanno smesso di avere un atteggiamento spavaldo. Ci ha pensato un altro militare nel frattempo sopraggiunto (insieme ad altri militari della Stazione dell’Aquila e della Polizia) con in mano un taser.

All’interno della macchina i carabinieri avevano rinvenuto un oggetto da scasso e dentro un sacco di plastica nero degli abiti scuri. Uno degli arrestati al momento del fermo indossava gli stessi abiti del tentato furto; è lo stesso soggetto che si sarebbe preso gioco del proprietario dell’abitazione da svaligiare. Rinvenuta infine a due degli arrestati la somma di 800 e 400 euro il cui possesso anche in questo caso non ha convinto il giudice che ha disposto per tutti il processo


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