L’Aquila, formazione e lavoro per rifugiati e non: firmati i primi 15 contratti

di Alessio Ludovici | 09 Marzo 2022 @ 14:38 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Imprenditoria edile del territorio in prima linea nell’accoglienza dei rifugiati e nel reinserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Un accordo, siglato la scorsa estate – tra Ance, Caritas, Ese- Cpt, Arci, DCC, associazione cattolica di volontariato – aveva aperto alla possibilità di reinserire nel mondo del lavoro persone in stato di bisogno e rifugiati politici. Tra le imprese coinvolte la Coaf Srl di Mauro Irti e il Costruzioni Iannini Srl che ne accolgono cinque ciascuna.

“I ragazzi hanno già fatto un corso di formazione per essere introdotti al nostro lavoro”, spiega Eliseo Iannini di Costruzioni Iannini Srl. “Stiamo aspettando di finire tutte le carte per il rinnovo del loro permesso di soggiorno, ma i contratti sono già firmati e nei prossimi giorni contiamo di averli con noi per un primo inserimento nei nostri cantieri”. 

“Siamo stati molto felici di metterci a disposizione del progetto e di aiutare ragazzi con meno possibilità o che avrebbero addirittura rischiato di tornare nel paese da dove sono fuggiti.”

Il progetto oltre comprende tutti i tre comprensori di Ance L’Aquila, quindi anche Sulmona ed Avezzano. “A breve – spiega sempre Iannini –  faremo qualcosa di simile anche per rifugiati ucraini, rifugiati di guerra in questo caso. Siamo sempre disponibili per dare un mano per arginare fragilità sociali o per favorire l’inserimento socio culturale di ragazzi stranieri”.

Mauro Irti, della Coaf Srl, ripercorre le vicende del progetto. “E’ nato la scorsa estate, a margine di un convegno durante la Perdonanza, l’obiettivo è offrire una formazione a soggetti portatori di fragilità sociali ed economiche da inserire nel mondo del lavoro edile, e la richiesta di manodopera è molta in questo periodo”.

“Ogni soggetto firmatario dell’accordo ha un ruolo specifico. Quindici i ragazzi inseriti per il momento, per lo già dal Bangladesh, ma ci sono anche indiani, peruviani. Ognuno ha svolto corso di formazione incentrati sugli adempimenti teorici e pratici obbligatori per l’accesso ad operare nei cantieri. Ogni ragazzo ha quindi svolto una visita medica e partecipato ad un colloquio scritto informativo con cui si è cercato di capire la storia anche professionale di ciascuno” Il progetto è aperto e in itinere, spiega Irti: “E’ un progetto dinamico che ora potrebbe essere aperto anche ai rifugiati ucraini.”

 

 


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