L’Aquila esclusa da fondi diritto allo studio, Alesse: decisione iniqua

di Redazione | 07 Maggio 2020, @03:05 | ATTUALITA'
Edoardo Alesse
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L’AQUILA – In merito alla recente vicenda concernente la ripartizione dei fondi regionali per il diritto allo studio, di cui l’Università degli Studi dell’Aquila ha avuto informazione dal proprio rappresentante in seno al Consiglio di Amministrazione dell’Adsu L’Aquila, il rettore Edoardo Alesse, esprime in una nota “un motivato e forte dissenso rispetto alle deliberazioni assunte dalla Giunta regionale nella ripartizione delle risorse disponibili, ritenendola impari, iniqua ed amministrativamente non corretta”.

Il rettore ravvisa inoltre “un comportamento asimmetrico e chiaramente discriminatorio nei confronti degli studenti che frequentano l’Università degli Studi dell’Aquila rispetto a quelli iscritti agli altri Atenei della Regione”.

“Anche soprassedendo rispetto alla inadeguatezza ormai cronica del totale dei fondi messi a disposizione – afferma Alesse – e lungi dal voler entrare nel merito delle azioni delle persone che hanno determinato l’attuale situazione, voglio evidenziare che il diritto allo studio e alla migliore formazione possibile, rappresentano uno dei diritti fondamentali ed inalienabili che devono essere garantiti sempre, comunque e a tutti i livelli attraverso le più appropriate soluzioni finanziare ed amministrative, in un contesto di progresso sociale e civile, oltre che culturale”.

“L’Università degli Studi dell’Aquila – prosegue il rettore – nonostante le decennali difficoltà seguite all’evento sismico del 2009, ogni giorno esprime manifestazioni di forte vitalità e di eccellenza nella didattica, nella ricerca, nella terza missione e nell’internazionalizzazione, forse rappresentando in questi ambiti la più longeva ed autorevole tradizione accademica della Regione Abruzzo. Per queste ragioni e per il rispetto e la tutela che deve ai propri studenti non può accettare la situazione che si è venuta a determinare e chiede con forza, ma anche con fiducia, nel rispetto delle prerogative del decisore politico, che sia data pronta ed efficace soluzione al problema”.


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