L’Aquila, ennesima discarica abusiva lungo l’Aterno

di Marianna Gianforte | 18 Settembre 2022 @ 06:10 | AMBIENTE
discarica abusiva
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L’AQUILA – L’aspetto più sconcertante dell’imbattersi in discariche abusive che qua e là puntellano il territorio aquilano, è l’indifferenza. Plastica e detriti, pneumatici, ferro, residui non identificabili e soprattutto amianto, pericolosissimo per l’ambiente e per la salute nella sua forma di lastre di Eternit, realizzate cioè con quel terribile fibrocemento friabile che può provocare cancro e altre gravi malattie. Materiale che costituisce una nuova discarica abusiva e che giace indisturbato a ridosso del letto del fiume Aterno in una stradina sterrata parallela a via delle fiamme gialle, all’altezza esatta della scuola dei sottoufficiali della finanza. Non solo: adagiato tranquillamente su un lato della scarpata c’è un frigorifero vecchio tipo, pericoloso e dannoso per l’ecosistema e per tale ragione se individuato in una discarica non a norma dev’essere subito segnalato ai vigili urbani, così come va fatto per gli altri elettrodomestici (tv, monitor, lavatrici ecc), evitando così lo sversamento al suolo di clorofluorocarburi (Cfc), gas usati nei circuiti dei frigoriferi (freon) e negli spray, responsabili del buco dell’ozono del quale ormai non si parla più, ma che esiste e anzi si allarga. Val la pena forse ricordare a chi ama svuotare la propria casa e poi abbandonare i rifiuti come capita, che è un reato.

Le immagini che pubblichiamo sono state scattate ieri pomeriggio, ma c’è da giurarci che alcuni degli elementi dell’immondezzaio siano già finiti nel fiume dato il vento forte del pomeriggio. Speriamo non le lastre di Eternit. Due anni fa, poco più avanti, sempre sul prosieguo di questa strada, frequentatissima da corridori, camminatori e ciclisti, fu individuata una grande discarica di mobili e divani quasi sul greto dell’Aterno, tutto venne portato via dall’Asm dopo la segnalazione di una cittadina. Risale, invece, a marzo la nostra segnalazione di un’altra discarica abusiva, anch’essa con lastre di amianto, a poca distanza dall’area archeologica di San Vittorino, in un stradina interpoderale, via Fontecchio, parallela alla statale 80 nel tratto che conduce al Cermone e che sta lì da tempo immemore e, anzi, aumenta di volume, ogni settimana con nuovi innesti. Anche di questa sembra non accorgersi nessuno. Eppure, per quanto riguarda quest’ultimo caso, a cinque metri c’è una casa evidentemente abitata che si presume venga servita dalla municipalizzata comunale che si occupa dei rifiuti urbani.

La discarica individuata ieri, invece, è ‘diffusa’, non raccolta tutta nello stesso punto: evidentemente frutto di abbandoni avvenuti in tempi diversi e a opera di soggetti diversi, e fa il paio con l’incuria in cui versa il greto dell’Aterno, costellato di bottiglie di plastica e immondizia varia a est come a ovest del territorio aquilano, nei mesi di siccità rimasti aggrappati tra i sassi e tra  rami e che ora, con l’acqua tornata a scorrere, verranno trascinati via chissà dove, in barba al rispetto ambientale e anche in sfegio alle regole di civiltà.

 

 


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