L’Aquila e un altro 6 aprile per non dimenticare, ricordo e speranza

di Cinzia Scopano | 06 Aprile 2021 @ 06:00 | ANNIVERSARIO
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L’AQUILA – Dodici anni per non dimenticare. Nel suo giorno più funesto L’Aquila piange i propri morti nel dolore, nella commozione ma, soprattutto, nel ricordo. Un groviglio di sensazioni si perpetuano nel dodicesimo anniversario del disastroso sisma che il 6 aprile 2009, alle 3.32, colpì il capoluogo d’Abruzzo e 56 comuni nelle province dell’Aquila, Teramo e Pescara, provocando distruzione, 309 vittime 100mila sfollati.

Tanto dolore che nel corso degli anni ha lasciato il posto alla speranza ed alla rinascita sia nei cuori che nella città, profondamente ferita e smarrita. La stessa città, oggi, che vuole essere speranzosa e ottimista con scorci che riprendono vita e forma nel segno della ricostruzione che avanza, nell’ottica di restituirle, passo dopo passo, mattone dopo mattone, la sua identità.

Per fare sì che il sacrificio e la tragedia non siano vani ma possano fungere da sprone per rinsaldare le comunità, L’Aquila ha di nuovo sollecitato la mobilitazione simbolica dell’Italia per ‘non dimenticare‘.

Neanche quest’anno infatti, a causa delle prescrizioni e delle limitazioni dovute alla pandemia è stato possibile onorare le vittime del terremoto con la fiaccolata che, tradizionalmente e con una grande partecipazione fino al 2019, ha attraversato il centro della città. E, dunque, per il secondo anno consecutivo, la fiaccolata è stata collettiva sì, ma virtuale con una luce di speranza che la notte scorsa ha illuminato le finestre di quanti, con una luce accesa, hanno voluto ricordare le vittime del sisma.

6 aprile

E l’anniversario di quest’anno come, d’altronde, quello dello scorso anno è scandito anche dalla voglia e dalla esigenza emotiva di voler ripartire, non soltanto per lasciarsi alle spalle le macerie del terremoto ma anche per sconfiggere la solitudine collettiva da pandemia che da tanto tempo, troppo, ci sta costringendo ad una non vita, una vita sospesa o, comunque, una vita diversa.

Momento clou della giornata odierna, in cui è stato proclamato il lutto cittadino con  l’esposizione a mezz’asta delle bandiere situate sugli edifici delle amministrazioni pubbliche, la cerimonia commemorativa organizzata all’interno della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza alla presenza del comandante della Scuola, generale di divisione Cristiano Zaccagnini alla quale parteciperanno il  sindaco di L’Aquila Pierluigi Biondi, il  prefetto Cinzia Torraco  e l’arcivescovo della città dell’Aquila e presidente della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana, cardinale Giuseppe Petrocchi.

Alle ore 12 il primo cittadino, il prefetto, l’arcivescovo, il presidente della Regione, Marco Marsilio, il presidente del Consiglio Comunale, Roberto Tinari, un rappresentante dei Comitati dei familiari delle vittime e il sindaco di Villa Sant’Angelo, Domenico Nardis, in rappresentanza dei Comuni del cratere, si ritroveranno davanti il sito della Casa dello Studente, in via XX Settembre, luogo simbolo del sisma che spezzò otto giovani vite. 

Ieri i primi momenti delle commemorazioni che, in forma ridotta causa Covid, hanno avuto inizio con  la celebrazione liturgica officiata dal Card. Petrocchi nella chiesa di Santa Maria del Suffragio; come lo scorso anno il momento più toccante è stato quello della lettura dei nomi delle vittime del sisma.

Breve ma sentito il  discorso del sindaco Biondi che nei passaggi principali ha ricordato: “I nostri cari, sacrificati sotto le macerie, sono diventati parte di noi, testimoni in un dialogo tra anime, di una visione della vita che attraverso la forza del lutto, dell’emozione che scaturisce dal dolore, produce la speranza di apertura al futuro.

Sono due anni che questo rito del dolore, della speranza, è stato registrato dall’emergenza sanitaria da cerimonia corale a evento in solitudine. Una pandemia che oggi, su esplicita richiesta dei familiari delle vittime del 6 aprile 2009, ha portato alla decisione di rinviare l’inaugurazione del Parco della Memoria a quando potrà di nuovo esserci un momento comunitario. È desiderio dei familiari, infatti, che l’intera città possa vivere da subito il Parco della Memoria, pensato per accogliere la rifioritura della vita, il ricordo di un dolore privato che si è trasformato nella sofferenza di tutti”,

Ringraziando i lavoratori della ricostruzione a L’Aquila e rivolgendo un pensiero alle categorie piu’ provate dalla pandemia il sindaco Biondi ha proseguito:” Ancora una volta, dopo il 6 aprile di 12 anni fa, oggi dobbiamo fare ricorso alla nostra forza interiore di gente di montagna. Dobbiamo reimparare a vivere nella normalità. Il dolore non ferisce soltanto ma stimola le nostre risorse più profonde per affrontarlo e viverlo all’altezza di una dignità umana che la storia continua a riscattare tra le pieghe di avvenimenti carichi di orrori ma anche che successi e rinascita”.

Successivamente il primo cittadino insieme con il prefetto, Cinzia Torraco, e il cardinale Petrocchi  hanno reso omaggio alle lapidi delle vittime del sisma nella Cappella della memoria situata all’interno della chiesa.

In serata, in una Piazza Duomo, mesta e cupa come non mai, prima  la messa in funzione del dispositivo del fascio di luce che si è stagliato verso il cielo su L’Aquila, poi il momento più emozionante con i 309 rintocchi a scandire ogni singola vittima e l’accensione da parte di un vigile del fuoco di un simbolico braciere.

Per non dimenticare, per ripartire, per rinascere.

Immagini di repertorio:


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