L’Aquila e il proliferare di B&B come alternativa lavorativa

di Isabella Benedetti | 05 Ottobre 2022 @ 06:30 | Punti di svista
L'Aquila B&B
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L’AQUILA – Il proliferare dei B&B e il “Late bloomer”. Letteralmente Late bloomer, fioritura tardiva, è la locuzione inglese usata da cacciatori di teste e dagli operatori preposti al collocamento, per indicare una particolare categoria di persone, che si affaccia alla soglia del mondo lavorativo in età avanzata. Molti, per svariate motivazioni, non hanno trovato impiego nei tempi canonici, ma dopo aver maturato i 40, 50 o 60 anni di età. Il successo professionale, arrivato tardi nel tempo, può essere davvero sorprendente, perché libero da ogni forma di aspettativa e desta meraviglia, come un fiore che sboccia fuori stagione. Esprime la pazienza e la tenacia del bocciolo che sfida il freddo o delle radici di teneri arbusti che lacerano la durezza del cemento. Spesso, il successo che arriva dopo gli “anta” è il frutto di un percorso e di un bagaglio di conoscenza personale, maturato nel tempo. C’è poi chi, dopo una vita di brillante lavoro, si reinventa in una  nuova professione, perché forte di vitalità ed esperienza e perché ha ancora molto da esprimere ed apportare alla collettività, oltre alla voglia di nuova conoscenza e crescita personale. Come un “late bloomer” sono portatori sani di coraggio e voglia di fare. Se poi, questa nuova occupazione si concreta in una realtà come il fiorente settore dei B&B, in una città come L’Aquila, il valore di questa nuova attività è importante sotto molteplici aspetti, perché apre le porte della bellezza dell’arte e della storia. Molti dei B&B sorti in città, non sono semplici strutture ricettizie, ma “domus” che raccontano una storia familiare intima, oltre che architettonica e storica. Molti turisti preferiscono questi alloggi alle più fredde e spersonalizzanti strutture alberghiere. L’Aquila si propone così sotto una nuova veste e rinasce in piccole e grandi realtà, che attestano la calda accoglienza degli aquilani e di una città invicta.

Rosa Persia e Giuliano Di Nicola, entrambi medici, conosciuti in città in virtù di una lunga carriera ospedaliera, sono i titolari di “Dimora Fortebraccio.” “Perché due medici si sono dedicati a questa attività di B&B? E’ la domanda più ricorrente che ci pongono i nostri ospiti” sorridono divertiti Rosa e Giuliano. “In realtà,” spiega Rosa “dopo il terremoto, questa casa era sembrata troppo grande solo per noi. Siamo abituati ad una vita sociale, volevamo condividere la nostra casa con gli altri, sentire il suono di passi e conversazioni fra le mura e cancellare gli anni di buio e silenzio post terremoto. “Con molti dei nostri ospiti, che vengono da ogni parte del mondo, si realizza un gemellaggio di esperienze e di culture,” segue Giuliano, “si crea un rapporto particolare, di amicizia. Con un olandese ci siamo scambiati, con reciproco stupore, lo stesso regalo. Gli avevo comprato una cartina dell’Aquila e preparato un itinerario di cose da fare e vedere in città. Era rimasto colpito da quanto L’Aquila fosse ricca di attrattive. Andando via mi ha consegnato una cartina di Amsterdam con annotati tutti i suggerimenti utili.” Mentre ascolto i loro racconti, il mio sguardo si perde su raffinati intagli di legno, su giochi di luci e sapienti accostamenti di colore. Antico e moderno si incontrano in un nuovo mood d’eleganza. Se l’estro di un architetto ha curato la funzionalità, il calore ed il sentimento sono i complementi d’arredo dei proprietari. “Un paio di volte” aggiunge Rosa, “la struttura ci è stata richiesta da future spose, che venivano da fuori città. Sono uscite da questa casa per raggiungere la chiesa, dopo un andirivieni convulso di parenti, acconciatori, truccatori, fotografi ed è stata una grande emozione. Mi sono commossa come fossero state mie figlie.” Rosa, che si divide fra l’attività medico ambulatoriale e la gestione del B&B, giura di aver imparato a preparare ottime colazioni. “I miei cornetti al mattino profumano tutta la casa” dice, regalandomi un largo sorriso.

Il B&B “Celestino V” è una dimora di charme all’interno di Palazzo Lely. E’ il punto di riferimento, il focolare domestico per Maurizio Cirillo e Anna De Amicis e per i numerosi ospiti della struttura, che tornano periodicamente, perché si sentono a casa. Parlare della gestione del B&B, come nuovo lavoro per Maurizio, è un eufemismo. Non certo un “late bloomer”, ha un trascorso da manager per importanti multinazionali fresco della laurea in economia. Nella sua seconda vita lavorativa, svolge tante attività. Mi raggiunge telefonicamente da Rio De Janeiro, la sua seconda casa, dove ha impiantato un birrificio artigianale, insignito di importanti riconoscimenti. “Per lavoro” dice, “ho girato il mondo e alloggiato in un’infinità di alberghi. Il B&B è qualcosa di diverso da un albergo. È la camicia artigianale fatta su misura. Magari, puoi acquistarne una bella e preziosa in negozio, ma l’altra è cucita ad personam.” Non può essere diversamente. Ogni stanza del “Celestino V” è diversa dall’altra e tutte coniugano storia e domotica insieme. Anna è un’ottima padrona di casa, accoglie gli ospiti con i quali si crea subito empatia. Molti sono i personaggi famosi che hanno alloggiato al loro B&B. “Con tanti” sottolinea Maurizio “ci si ferma la sera davanti al monumentale camino del 600, per parlare e sorseggiare un rum. Si commenta della ricostruzione e mi piace dare consigli su cosa fare in città.” Recentemente, si è costituita un’associazione dei B&B sorti nelle dimore storiche e di pregio, che realizza un’occasione di confronto e di concertazione di linee programmatiche future condivise, visto anche il boom turistico e di presenze in città nella passata stagione estiva. “La scelta di convertire la nostra casa in B&B” conclude Maurizio, “risponde ad esigenze di tutela e conservazione di un bene, ma ha anche una matrice etico-sociale. Questi fattori ci accomunano agli altri membri dell’associazione. Nella nostra struttura, abbiamo accolto spose che sognavano uno scenario significativo per il loro servizio fotografico. Il cortile, con l’imponente scalinata, è stata giusta location per concerti, spettacoli di danza e anche luogo di incontri politici. La nostra attività deve essere di esempio per le nuove generazioni che devono scegliere L’Aquila per vivere e lavorare. Noto con soddisfazione, che si moltiplicano le iniziative anche in altri settori che danno lustro e valorizzano la città. Un esempio è la recente apertura del ristorante “Yoichi” a Palazzo Pica-Alfieri, altro fiore all’occhiello per L’Aquila.”

Così, dietro a quella che in apparenza sembrerebbe una mera attività economica, si celano, si rivelano e si raggiungono approdi di promozione turistica, culturale e sociale che fanno bene pure alla collettività. Scoprendo queste dimore suggestive, mi diletto a fare la turista nella mia città e mi stupisco di stupirmi ancora davanti a monumenti visti tante e tante volte.

Ogni tanto la bellezza si scopre e si apprezza guardando da un’altra prospettiva.


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