L’Aquila, disabilità: la lunga strada verso il turismo accessibile

Prosperococco: "Bene il sito dedicato ai disabili, ma occorre una rete di servizi e progetti". E il Cai promuove il primo calendario senza barriere

di Marianna Gianforte | 19 Gennaio 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
Massimo-Prosperococco-Joelette
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L’AQUILA – Il turismo non è ancora accessibile a tutti. Salire due gradini in un centro storico, entrare in un ascensore, immergersi nell’acqua di una piscina, sedersi a un tavolo di ristorante, percorrere un sentiero montano, di un parco, o di un percorso urbano: tutto ciò è impossibile se le tue gambe non si muovono, se non ci vedi, se hai una qualsiasi disabilità. Essere ipovedente, oppure vivere su una sedia a rotelle, costringe in una sorta di “gabbia” quando intorno a sé c’è un contesto “inaccessibile”. Cioè: non percorribile, non attraversabile, non comprensibile. 

Accessibilità mera utopia nell’ambito urbano anche di una città come L’Aquila – che nel corso della sua ricostruzione post sisma ha perso l’occasione di riprogettarsi in un’ottica di accessibilità -, ancor più in quello turistico. Tour, pacchetti viaggio, gite, escursioni: quasi nulla è costruito a misura di persone disabili, che prima di affrontare una vacanza, e affinché questa non si trasformi in un incubo per sé e per i propri famigliari e assistenti, devono affrontare una vera e propria gimkana alla ricerca del luogo di villeggiatura alla loro portata: ci sono alberghi adeguati e adatti? E le città avranno abbattuto barriere architettoniche e realizzato percorsi coerenti per muoversi tra monumenti, servizi, trasporti? E i musei saranno tutti fruibili per una persona in carrozzina? I sentieri escursionistici dotati di descrizione in braille?

L’Aquila prova a porre un primo tassello – o a togliere un primo gradino, è il caso di dire – verso una progettualità più semplice per i turisti che non hanno una totale autonomia. All’interno del sito turistico del Comune, promosso dall’assessorato al Turismo e dall’assessora Fabrizia Aquilio, “Quilaquila.it”, c’è una sezione specifica, “L’Aquila città inclusiva”, dedicata proprio alle persone con disabilità, tramite la quale è possibile prenotare tour e altre attività dedicate a chi ha una disabilità motoria, sensoriale e cognitiva.

«Un primo punto di riferimento molto importante senz’altro, al quale anche altre realtà dovrebbero ispirarsi», riconosce il responsabile del coordinamento aquilano delle associazioni dei disabili, Massimo Prosperococco, che ha intrapreso una battaglia affinché il Comune dell’Aquila realizzasse uno scivolo che rendesse accessibile la basilica di Santa Maria di Collemaggio; problematica, ricorda Prosperocco, nata proprio da un’evidenza: tanti turisti disabili arrivati in città attratti dal messaggio celestiniano e dalla Perdonanza, restavano delusi e arrabbiati per l’impossibilità a entrare.

Un sito, però, ancora da migliorare, suggerisce Prosperococco, da arricchire, ad esempio, con una serie di altre informazioni fondamentali per un turista disabile che voglia pianificare una vacanza all’Aquila e vivere non soltanto la città, ma anche il suo territorio e la montagna.

Cultura dell’accessibilità: questa sconosciuta. La progettazione di qualsiasi cosa, edificio, struttura, ma anche piazza o marciapiede, percorso montano o parco pubblico, non dovrebbe mai prescindere dalla preparazione culturale e specifica verso un’architettura (e non solo) a misura di tutti, disabili e non: per la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia con la legge 18 marzo del 2009), infatti, “gli Stati parti riconoscono alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, il diritto alla libertà di movimento, alla libertà di scelta della propria residenza e il diritto alla cittadinanza”.

Sottolinea Prosperococco:

«In Italia le regioni davvero pronte ad accogliere turisti disabili sono davvero poche: Trentino Alto Adige (accessibile da tempo, dove il 20% del turismo è legato alla disabilità), Veneto e Valle d’Aosta. Pochissimi i territori e le città».

L’Aquila e l’Abruzzo? Ancora «all’anno zero», eccetto alcuni progetti e iniziative affidate più alla buona volontà e alle competenze dei singoli e delle associazioni, che ai doveri e agli obblighi delle istituzioni: ad esempio il Cai abruzzese e quello della sezione aquilana (ma anche l’ateneo aquilano), che hanno avviato una stagione dell’insegna dell’accessibilità, sviluppando una serie di progetti che rendono la meravigliosa montagna abruzzese fruibile anche da parte delle persone che non hanno autonomia di movimento. 

Qualche esempio lo fa il direttore della scuola di escursionismo della sezione Cai dell’Aquila, Felice Flati: il progetto “Montagna terapia”; i corsi sull’utilizzo di ausili fuoristrada (joëlette) in montagna (uno si è svolto nel novembre scorso); il primo calendario degli appuntamenti per il 2022 con una parte dedicata interamente ai disabili; un programma di trekking urbano praticabile da tutti e condiviso anche dal Comune dell’Aquila e dalle associazioni del territorio e che presto diventerà realtà. 

 

 


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