L’Aquila, detenuto 41 bis aggredisce scorta

Il fatto è avvenuto sabato scorso. Le reazioni dei sindacati

di Redazione | 19 Settembre 2022 @ 16:31 | CRONACA
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L’AQUILA. Era stato portato al San Salvatore per alcuni accertamenti urgenti il detenuto del 41 bis che, sabato scorso, ha aggredito fisicamente i poliziotti penitenziari impiegati nella scorta costretti, poi, alle cure ospedaliere. 

Per Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato Polizia Penitenziaria, è necessario mettere fine alle continue e pressanti richieste di abolizione del 41 bis o cosiddetto “affievolimento” del carcere duro

I detenuti 41 bis continuano a rappresentare un rischio – aggiunge – non solo per gli agenti ma soprattutto per quanto riescono ancora a fare con messaggi inviati fuori dal carcere.

Sono sempre più numerosi i casi di telefonini sequestrati e di indagini dalle quali si evince che boss ed affiliati ai clan impartiscono ordini comodamente dalla cella e sono in grado persino di intimidire imprenditori, famiglie delle vittime, altri criminali.

Siamo ad un punto di non ritorno nell’atteggiamento di chi amministra il sistema penitenziario e che non a caso, all’atto di nomina della Ministra Cartabia, a marzo scorso, era stato contestato da associazioni di vittime di mafia, sindacati, esponenti politici.

Pensavamo di aver toccato il fondo con la sentenza della Consulta che ha dichiarato “illegittimo” il visto di censura della corrispondenza tra mafiosi al 41-bis e i loro avvocati ed invece non c’è mai il peggio.

Noi continuiamo a denunciarlo e ci schieriamo dalla parte dei familiari delle vittime e dei numerosi magistrati anti-mafia che la pensano esattamente come noi, consapevoli – dice Di Giacomo – del rischio che parta dal carcere un ordine di commettere un delitto e di impartire ordini agli uomini dei territori è sempre alto.

Del resto la comunicazione dei capi clan all’esterno, non avviene certo con mogli e fidanzate. Per tutto questo – conclude Di Giacomo – non è più sufficiente semplicemente rafforzare le misure di sicurezza negli istituti con 41 bis”.

“Occorre rafforzare le misure preventive e di sicurezza, al fine di salvaguardare le attività della Polizia Penitenziaria – affermano Gino Ciampa e Beniamino Salvi Fp Cgil Abruzzo Molise – così da esautorare eventuali e possibili casi analoghi, che potrebbero compromettere l’ordine, la sicurezza e L’incolumità psico-fisica dei poliziotti penitenziari.

“Le aggressioni fisiche e verbali ai danni della Polizia Penitenziaria  – aggiunge Mirko Manna Fp Cgil Nazionale – restano una preoccupante condizione nelle carceri del Paese.

L’Amminsitrazione centrale deve garantire dei rigorosi protocolli a salvaguardia della sicurezza, specie quando trattasi di attività delicate e sensibili.

Lavoratrici e lavoratori non possono essere esposti a rischi, senza che vi siano adeguati investimenti organici e di risorse”.

Solidarietà e vicinanza ai lavoratori coinvolti anche da Giovanni Mari Fp Cgil L’Aquila.

 


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