L’Aquila, De Santis: “una città invasa da 150 stazioni radio di telefonia mobile!”

di Redazione | 16 Maggio 2020 @ 13:29 | POLITICA
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L’AQUILA – Le antenne delle stazioni radio mobili tornano nel dibattito cittadino. Lelio De Santis, consigliere comunale di Cambiare Insieme, in una nota, sollecita nuovamente il dibattito.

“Nel consiglio comunale di venerdì 15 ho avuto modo di illustrare la mia interrogazione sulla realizzazione della stazione radio base, con palo poligonale alto 30 metri e con 9 antenne, all’interno del Progetto Case di Cese di Preturo, ubicata in un giardino e sotto le finestre degli alloggi di 20 famiglie”.

E aggiunge, l’intervento è realizzato dai gestori telefonici Vodafone, Telecom e Wind Tre ed approvato dal Comune, senza l’indispensabile e l’attenta valutazione dell’impatto ambientale ed elettromagnetico sulla popolazione. Ormai, siamo a circa 150 Impianti di telefonia mobile realizzati e disseminati in tutto il territorio comunale ed a breve ne sarà autorizzato anche un altro a Bagno. Tutte le autorizzazioni comunali avvengono in palese contrasto con il Regolamento comunale del 2014, in assenza del Programma annuale della telefonia mobile, l’ultimo è del 2016, ed in assenza di  un sistema di rilevamento dei campi elettromagnetici per il controllo delle effettive emissioni rispetto a quelle dichiarate”.

“È un problema completamente fuori controllo ed è ancora più grave l’indifferenza politica e la superficialità amministrativa, riscontrati nella balbettante risposta della Giunta comunale. Di sicuro, si tratta di un tema delicato ed importante, finora trascurato, che va affrontato con competenza e con  rigore tecnico, ma anche con visione politica per evitare danni irreparabili alla salute dei cittadini. Di fronte all’inerzia dell’Esecutivo, ho chiesto la convocazione urgente della Commissione territorio per un esame approfondito della materia e per fissare criteri e limiti all’attuale selvaggio ed indiscriminato proliferare di impianti che rispondono solo ad una logica economica e commerciale”, conclude De Santis.

 


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