L’Aquila, De Santis su crisi Comune: “Sindaco nomini Giunta di emergenza per concludere mandato”

di Redazione | 23 Dicembre 2020 @ 12:35 | POLITICA
Lelio De Santis
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L’AQUILA – “È passato un anno dall’apertura della crisi al Comune, con il rifiuto della Lega di votare il bilancio preventivo, atto qualificante, e sei mesi dal ritiro delle deleghe e poi dalla cacciata dalla Giunta dei tre Assessori della Lega. Nonostante il balletto degli incontri e nonostante le dichiarazioni estive di amore reciproco fra i Duellanti sulla pelle dei cittadini, la crisi continua anche nei lavori della Commissione Bilancio, con la Lega che non vota le Delibere importanti sulle Aziende municipali”.

Così Lelio De Santis, Capogruppo Cambiare insieme, che aggiunge:  “Abbiamo assistito in estate agli incendi di Arischia e di Pettino senza l’Assessore all’ambiente; abbiamo celebrato la Perdonanza e gli eventi culturali senza l’Assessore al turismo; abbiamo discusso e votato importanti delibere sui centri commerciali e sui cambi di destinazione d’uso senza l’Asssessore all’urbanistica e si continua a vivacchiare alla giornata senza una visione programmatica e senza affrontare un solo tema decisivo per lo svilupo della città”.

“Gli interventi strategici del programma di mandato del sindaco, Pierluigi Biondi, dal Piano regolatore generale alle opere pubbliche, dal Progetto case e Map alle Frazioni – sottolinea – sono tutti rimasti nel cassetto! Mancano appena 15 mesi alla fine della consiliatura ed è molto probabile che si continuerà a vivere alla giornata, con schermaglie e scontri nella maggioranza di centrodestra, che impediranno all’Esecutivo una navigazione tranquilla e produttiva. È evidente che ci siano problemi politici e personali irrisolvibili fra Lega e Fratelli d’Italia, che vengono da lontano e che riguardano anche il livello regionale. Di fronte a questa infinita crisi politica ed a questa paralisi amministrativa, mi auguro che il Sindaco abbia il coraggio di assumere una decisione chiara e responsabile, anteponendo gli interessi della città alle logiche partitiche”.

“Mi auguro – prosegue –  altresì che non risponda stizzito, come gli capita spesso, perché la mia valutazione non è polemica a prescindere, ma realistica ed oggettiva e coinvolge la responsabilità anche delle minoranze, che non si accontentano solo di contestare.  Mi permetto, allora, di proporre la costituzione di una Giunta tecnica e di emergenza per due ragioni: una, politica perché allo stato si appalesano inconciliabili le posizioni di Lega e FdI e nessuno vuole e può uscire sconfitto dallo scontro; due, amministrativa perché c’è bisogno di un ampio consenso per affrontare il problema della gestione sanitaria e sociale della pandemia, oltre che per sostenere una più incisiva azione di governo nei mesi rimasti”, conclude.        


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