L’Aquila, D’Angelo e Tarquini su salmonella: “Valutare risarcimento agricoltori”

di Redazione | 05 Luglio 2022 @ 15:25 | POLITICA
Daniele D'Angelo
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L’AQUILA  –  Daniele D’Angelo e Luca Tarquini si esprimono sul divieto di poter accedere alle acque del fiume Vera per l’irrigazione causa salmonella:

“Il divieto di utilizzo a fini irrigui delle acque della parte del fiume Vera interessata dal rilevamento di salmonella si abbatte con conseguenze potenzialmente devastanti sulle aziende agricole della zona, già gravate come tutti dal periodo di forte siccità, che ora rischiano di perdere i raccolti. Alla preoccupazione per le sorti delle aziende agricole – proseguono D’Angelo e Tarquini – si aggiunge il rammarico per una situazione che era stata più volte invano segnalata. L’insufficienza del depuratore della zona, obsoleto e di portata inadeguata rispetto al numero di abitanti che dovrebbe servire, comporta infatti nelle stagioni delle piogge e dello scioglimento della neve un eccessivo afflusso di acqua in entrata, con conseguente trasbordo di liquami; in estate, il cattivo funzionamento del depuratore e le temperature calde favoriscono il proliferare dei batteri fra cui la salmonella. Da qui i rilevamenti nei canali di irrigazione e l’ordinanza interdittiva a tutela della salute pubblica. Riteniamo, e ci faremo promotori delle più utili iniziative in tal senso anche in consiglio comunale, che oltre a verificare se vi siano state omissioni gestionali negli enti preposti che erano stati ripetutamente avvertiti del pericolo, sia non più differibile un adeguamento del depuratore alle reali esigenze. Nell’immediato – aggiungono D’Angelo e Tarquini – si invitano le autorità competenti a valutare le istanze degli agricoltori, che propongono di considerare una revisione dell’ordinanza sul modello di quelle adottate in alcune località del nord Italia interessate da problematiche analoghe, consentendo l’irrigazione per scorrimento al fine di non perdere i raccolti visto che ci troviamo in piena stagione irrigua e salvaguardare al tempo stesso la salute. Si chiede infine – concludono – di valutare la possibilità di una formula risarcitoria per le aziende agricole che dovessero riportare danni non riparabili a causa di questa situazione da loro più volte segnalata, anche per dare riscontro al loro disagio e impedire che ne derivi un danno sostanziale e di immagine per la città”.


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