di Maria Cattini – “Biondi pensa alle dimissioni”: anticipa oggi “Il Messaggero”, attraverso uno dei cronisti più informati sul pensiero del sindaco dell’Aquila. Si tratterebbe dell’ultima carta che Biondi vorrebbe giocarsi per uscire da una crisi senza senso che da mesi ha gettato l’amministrazione cittadina nel totale immobilismo. Un bluff disperato al quale non crede nessuno ma che racconta bene la gravità delle tensioni, se non vere faide, che si stanno consumando all’interno della maggioranza di centro destra. Biondi appare sempre più isolato, circondato solo dai suoi fratelli, intesi come Fratelli d’Italia, l’unico gruppo politico che attualmente rimane abbarbicato intorno alla poltrona del primo cittadino: un po’ per difenderlo, un po’ per continuare a dettare legge, in maniera giudicata fin troppo arrogante dagli alleati. Un’arroganza che ha superato anche i confini di Palazzo Fibbioni, entrando a gamba tesa anche nel Palazzo della Regione. Cosa che ha finito per irritare ancora di più i suoi alleati. Ecco perché Biondi, dopo mesi di inconsistenza politica, starebbe pensando a giocarsi la carta tanto cara al suo predecessore Massimo Cialente: quella appunto delle dimissioni. Anche solo per vedere l’effetto che fa.
Ma niente panico: in Italia le dimissioni si annunciano, ma non si danno mai! Anche le leggi e i regolamenti permettono, anche davanti ai gesti più inconsulti, di ritirarle fino all’ultimo momento: casomai dopo aver inscenato appelli alla responsabilità, alla salvaguardia del bene supremo della città. Gli archivi e i database sono pieni di discorsi di politici che pensano, minacciano ed infine ritirano “le dimissioni”.Per i ghost writers del sindaco c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Anche perché se Biondi si dimettesse, dove pensa di andare: di tornare a fare l’impiegato al Comune di Ocre? Suvvia, siamo seri.E poi c’è l’anniversario del sisma, proprio tra un mese…

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