L’Aquila, con le guardie eco-zoofile dell’Oipa. Ecco cosa fanno e come operano

di Alessio Ludovici | 07 Luglio 2022 @ 06:15 | AMBIENTE
guardie eco zoofile oipa
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L’AQUILA – Attive da poco più di un anno le Guardie eco-zoofile sono un importante presidio sul territorio rispetto alle problematiche che riguardano gli animali d’affezione. Sono volontarie ma nominate dal Prefetto e hanno una poteri ben precisi. Ne parliamo con Caterina Secinaro, vice presidente delle Guardie Eco-Zoofile dell’Oipa della provincia dell’Aquila, il presidente è invece Francesco Centonze.  “Le guardie ecozoofile – chiarisce subito Caterina – sono guardie particolari giurate, nominate dal prefetto a seguito di un corso di formazione. C’è quindi un decreto di nomina del prefetto dell’Aquila alla base due nostri poteri, e possiamo operare solo nella provincia dell’Aquila”. Una provincia difficile dal punto di vista degli animali d’affezione, il randagismo, e quello in particolare legato alle cucciolate dei cani da pastore, e i cani vaganti sono i problemi principali da affrontare. 

“L’attività che svolgono le guardie – continua Caterina – è di prevenzione e persecuzione dei maltrattamenti. Ci è riconosciuta la qualifica di pubblico ufficiale con potere di polizia amministrativa e potere di polizia giudiziaria in presenza di fattispecie di reato particolarmente gravi”.

Da un punto di vista amministativo, ci racconta Caterina, le sanzioni possono riguardare soprattutto il mancato rispetto di leggi e regolamenti sul benessere animali, la mancata microchippatura o, ad esempio, la fattispecie del cane a catena, “pratica non consentita dalla L.R. 47/2013”, o in generale tutte quelle situazioni di cani non detenuti in condizioni igieniche ideali, “box non a norma o sporchi, baracche”.  Cè il problema dei cani vaganti, spesso e volentieri padronali ma liberi di scorrazzare per la città. Nei casi più gravi, di fronte a un reato più grave, le guardie possono operare come Polizia giudiziaria e tramettere le notizie di reato alle autorità competenti.

“Lavoriamo principalmente su segnalazione” spiega Caterina e “ogni cittadino, laddove ritenga di conoscere una situazione che merita attenzione, può fare una segnalazione con un apposito modulo da compilare sul sito https://www.guardiezoofile.info/segnalazione-laquila/.  E’ anonima nel senso che la persona eventualmente sanzionata non saprà chi è stato a fare la segnalazione. Ma il gruppo interviene anche per conoscenza diretta delle situazioni. In ogni caso, c’è poi un sopralluogo per accertare la notizia.

Le guardie eco-zoofile fanno anche controlli a campioni in determinati zone o situazioni.  “Ad esempio in questo periodo stiamo collaborando con la Asl dell’Aquila che effettua delle verifiche presso le aziende agricole del territorio. Noi ci occupiamo della parte che riguarda gli animali non da reddito, verificando che abbiano il microchip ad esempio, e obbligando e sanzionandone la mancanza, e promuoviamo la sterilizzazione”. Quello dei cani da pastore è un problema gigantesco, i canili del territorio ne sono pieni, e ne abbiamo dato più volte conto con la cronaca e le relazioni che la stessa Regione Abruzzo ha fornito. “Ci si può imbattere in situazione in cui si trovano più di trenta cani, magari con dieci femmine fertili”. E’ facile fare un conto e immaginare la situazione. “Molti sono ancora convinti che il cane sterilizzato non lavora più bene e per questo tutte le femmine rimangono fertili. Se non sono microchippati difficile intervenire perché tecnicamente non sono di nessuno per questo stiamo cercando di procedere a questo censimento dei cani nelle aziende, per aver un quadro del fenomeno.” E non è sempre facile fare anche questo passaggio, un conto è andare con la Asl, un conto da soli, il dialogo può essere difficile.

Un dramma che si ripercuote su canili, sulla Asl, sui Comuni e sul cittadino, sia direttamente che indirettamente, con i costi esorbitanti della gestione del randagismo.

“Le cucciolate vanno registrate, c’è l’obbligo di denuncia alla Asl entro dieci giorni”, ricorda Caterina, “e vale per tutti, anche per le cucciolate private, la Asl sta facendo controlli e sanzioni su questo aspetto”. 

E’ difficile arrivare ovunque, ma le guardie zoofile sono un ulteriore tassello per mettere mano a questi problemi: “Noi siamo operativi da circa un anno, prima eravamo solo 3 ed era quasi impossibile far fronte a tutte le segnalazioni, che di media sono già circa dieci a settimana, ora siamo sette”. Per diventare guardia zoofila si seguono i corsi dell’Oipa nazionale al termine dei quali si svolge un esame, poi c’è il decreto di nomina prefettizia e un periodo di affiancamento. Soprattutto, servono grande pazienza e passione. 


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