laquila-comuneRiflessione di Pietro Di Stefano, assessore comunale:

La ricostruzione del centro storico non può prescindere dalla pedonalizzazione dello stesso, nell’ottica di accostare L’Aquila a tutte quelle realtà italiane ed europee in grado di offrire adeguate fruibilità e vivibilità sia per i residenti che per i turisti. La prospettiva è quella di innalzare la qualità della vita arginando l’inquinamento, preservando le architetture storiche, contrastando anche il fenomeno di spostamento delle attività commerciali dei centri storici verso le aree periferiche.
Non si tratta dunque di una mera questione urbanistica, ma di una vera e propria operazione culturale di chi vuol pensare alla città del futuro.
Per questo si era pensato ad una sede unica che potesse raccogliere tutti i settori, eccezion fatta per le funzioni istituzionali che sarebbero tornate a Palazzo Margherita, nell’area dove sorgeva il vecchio autoparco comunale gravemente danneggiato dal sisma. La riflessione sul luogo muove i primi passi sin da prima del sisma quando, per effetto della eccessiva frammentazione delle sedi e dei fitti che gravavano sul bilancio comunale, venne individuata l’area dell’autoparco per far nascere un unico luogo deputato agli uffici operativi del Comune. Il progetto aveva anche l’obiettivo di riqualificare il contesto urbano dove la struttura dell’autoparco appariva di forte impatto con lo sviluppo che si era inteso dare alla zona. Il terremoto ha ulteriormente reso centrale il tema della sicurezza delle sedi istituzionali e strategiche: dopo il sei aprile la quasi totalità era inagibile o crollata e questo ha reso più difficoltosa la gestione dell’emergenza e più possibili gli appetiti di altri territori sul ruolo di capoluogo. La nuova sede comunale sarà sicura perché realizzata secondo metodi innovativi ed ecocompatibili, oltre che essere dotata di parcheggi per i tanti utenti che frequentano gli uffici del Comune. Tutta l’area denominata «della stazione ferroviaria» beneficerà dell’opera, in un equilibrato connubio di luoghi strategici a vocazione direzionale (tribunale, Corte d’appello, uffici finanziari) e socioculturale (Museo d’Abruzzo, Parco delle acque).
La proposta, inserita nel Piano di ricostruzione tra i “progetti speciali”, é stata approvata dal Consiglio comunale e, in virtù di questo, finanziata con la delibera CIPE 135/2012 per 35 milioni di euro.
Successivamente è stato redatto il documento preliminare, approvato dalla Giunta Comunale, fatte le indagini geologiche del terreno, approntato un programma ad hoc per le offerte on-line.
La strada è quella del concorso di progettazione, scelta virtuosa già adottata per il Parco Urbano di Piazza d’Armi. E’ stato quindi sottoscritto un protocollo con l’Ordine nazionale degli Architetti che si sono dichiarati disponibili a fare da supporto all’iniziativa.
Tutto è stato poi rimesso alla Centrale Unica di Committenza per le opportune procedure.
Oggi si apprende di un nuovo dibattito su dove ubicare la sede, segno questo che siamo sempre capaci di riportare indietro la discussione anche quando si è arrivati ad un punto operativo di svolta. Il rischio è che il fallimento ci costringa ancora per un lungo periodo a pagare fitti e a avere uffici frammentati.
Per quanto riguarda l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, credo che sia ancora valido il programma di mandato del Sindaco Cialente. ‘Anche quest’area andrà recuperata attraverso un concorso internazionale di progettazione; vi troveranno ospitalità il Palazzo della cultura (ex sede dell’Accademia dell’Immagine, finanziata per 6 milioni di euro, ma ancora in attesa di decisioni da parte della Regione sul suo scioglimento), il Palazzo della città (destinato ad ospitare associazioni culturali e sociali) il Museo della mente, l’Hotel via dei Matti n.0, un Centro Congressi, un college per studenti oltre a spazi culturali, librerie, bistrot e foresterie per ricercatori e studenti’
Aggiungo anche il distretto sanitario di base che ancora opera nel luogo e lo spazio aggregativo di Casematte.
Un bel contesto in perfetta linea con quello della vicina Basilica Collemaggio quando l’Unesco riconoscerà la Perdonanza come bene immateriale dell’Umanità.

Riflessione di Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale:

Leggo sulla stampa locale l’ipotesi di delocalizzare la sede del Comune dell’Aquila su Collemaggio. Come già dichiarato qualche mese fa, penso che restituire il centro storico agli aquilani, voglia dire prima di tutto mantenere ben salde le postazioni degli uffici comunali, tornando a utilizzare l’ingente patrimonio pubblico dislocato in centro storico. Tanto per essere ancora più pragmatici, mi riferisco al seguente patrimonio immobiliare comunale: Palazzo Margherita (piazza Palazzo), Via Sassa (ex Scuola Patini), Via Maiella (ex Liceo Scientifico), San Bernardino (l’intero ex Distretto Militare), Corso Umberto (ex museo Santa Maria dei Raccomandati), oltre a Palazzo Quinzi, l’immobile in Piazza della Lauretana e altri immobili concessi alla Provincia per l’ubicazione delle Scuole. Questi sono solo alcuni degli immobili di proprietà del Comune dell’Aquila in Centro Storico. Sulle ragioni di questa scelta sarebbe persino inutile tornare, in virtù del fatto che riportare il Comune in centro, oltre a dare una evidente spinta alla sua ricostruzione, renderebbe nuovamente vivibile la città, anche dal punto di vista sociale, commerciale e culturale. E soprattutto non verrebbero sprecati danari in più per costruire sedi temporanee. Se l’obiettivo è riportare sedi in centro storico e non operare scelte azzardate facendo salti nel buio e sprecando denaro pubblico, concentriamo le nostre forze su questo.

Pensiamo al recupero del patrimonio architettonico e della qualità della vita per restituire il centro storico ai suoi cittadini, un centro omogeneo, dove il patrimonio privato si armonizzi nuovamente con quello pubblico.

A questo proposito non sono più ammissibili ritardi e lungaggini burocratiche che blocchino i progetti e i lavori di cantieramento della ricostruzione pubblica. Per un’accelerazione in tal senso, mi impegno da adesso a favorire nell’immediato un incontro fra le amministrazioni pubbliche attualmente dislocate nelle zone periferiche della città, l’U.S.R.A, il Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche, le associazioni di categoria, nel corso del quale stabilire strategie e cronoprogramma che definiscano i tempi dei rientri di uffici, artigiani e commercianti in centro storico, compreso un sistema di parcheggi e dei trasporti che se non condiviso e pianificato secondo le linee tracciate dal Comune dell’Aquila con il P.U.M. rischiano di rappresentare un reale ostacolo alla vivibilità del centro storico.

In altre parole, che definiscano i tempi del ritorno alla vita del Capoluogo di Regione.

 

 

 

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